Anche questa volta ho toppato: niente incontro in presenza! A quanto pare, gli astri non intendono farmi ricongiungere col gruppo...
ma, indefessa, continuo a partecipare strenuamente alle letture e alla vita online!
Ellen Wood è stata davvero una piacevole scoperta. La
categoria di partenza ci avrebbe potuto esporre a tanti altri autori, molto più noti e, forse, scontati. Invece, Alessandra, fine lettrice e conoscitrice di Mrs Henry Wood, ci ha permesso di introdurla nella nostra strada! L'entusiasmo della nostra amica è davvero contagioso e con lei abbiamo conosciuto una donna di epoca vittoriana, perfettamente calata nel suo ruolo di moglie e madre, tanto da aver preso per lungo tempo il nome del
marito, rinunciando temporaneamente anche alla sua identità, pur di potersi esprimere in libertà, coi suoi romanzi a puntate e la direzione del giornale stesso. Il suo testo, Parkwater, ha messo a dura prova la mia capacità di "cercatrice": tendenzialmente, cerco di trovare libri in biblioteca o come audiolibri... o usati online (e anche tramite canali meno ordinari), ma nessuna traccia in giro. Quando finalmente ho messo
le mani su questo libricino nuovo di zecca, sono rimasta impressionata dalla bellezza della copertina, in cui vi è rappresentata una magione di campagna, che potrebbe rappresentare proprio la tenuta di Parkwater! E da lì, si accede ad una lettura gradevole, scorrevole, fluida... la piccola protagonista si manifesta subito come
un'adorabile bambolina, a cui ci si potrebbe affezionare facilmente. E come insegna il grande Liga, da bambolina a barracuda è un attimo: dopo il terribile evento descritto, ho avuto grandi difficoltà a concludere la lettura. Ammetto di averla completata solo per ottenere giustizia e manco so' rimasta appagata!
Sophia May resterà per sempre una maledetta stronza, come ho già decretato nel nostro gruppo WA. Non riuscirò a redimerlo. E credo che anche la Wood non l'abbia perdonata, anche perché fin dal principio del libro anticipa più volte di quanto la sua istruzione ed il
tentativo di emancipazione fossero inappropriati e quante disgrazie avrebbero portato a lei e alla
sua famiglia! Quando scrive queste cose, sembra quasi che stia istruendo i lettori, affinché non si imbarchino a far studiare i propri figli oltre le proprie possibilità, che sarebbe disdicevole e porterebbe guai.
Questo è sicuramente un concetto molto lontano da ciò che abbiamo appreso nel nostro tempo: l'educazione, lo studio, l'impegno onesto sono tutti alla base dei miglioramenti personali e della propria condizione socioeconomica...
ci vedremo al prossimo incontro, spero!