Ho continuato anch'io con la lettura e ho terminato la quinta parte.
Purtroppo più vado avanti e più mi sembra di leggerlo solo per dovere.
Mi rendo sempre più conto che i premi letterari vengono assegnati soprattutto prendendo in considerazione lo stile mentre il contenuto passa in secondo piano.
Mentre lo leggo mi chiedo "cosa diamine mi sta dando questo libro?": è in parte storico e in parte romanzato e in verità mi sembra incompleto/insoddisfacente da qualunque punto di vista lo veda. Se ho voglio di leggere un saggio storico in cui per pagine e pagine si parla della veggente/giovinetta del Kent magari scelgo un saggio, se invece ho voglia di leggere un romanzo che parli dei Tudor magari scelgo Philippa Gregory che almeno mi offre una varietà di prospettive diverse, e un po' di movimento in più che non guasta.
Scusate le mie lamentele, purtroppo sto leggendo solo questo libro di "piacere" ritagliandomi spazio tra lavoro e studio e quindi al momento mi sta creando un senso di pesantezza e sento il peso del dovere di doverlo finire.

Comunque anche a me la parte che ha colpito di più è stata la descrizione del rogo dell'eretica, forse perché lì davvero c'era sentimento. Ogni volta che penso a tutto il male che ha fatto la Chiesa (e che in generale fanno tutte le religioni) sento un dolore dentro.
Tommaso Moro viene descritto come una persona arida, un sadico torturatore (anche se cercando online io non ho trovato che ci siano prove evidenti che fosse così). Certo che se è santificato dalla Chiesa non depone certo a suo favore.
Cromwell continua a passare per la persona perfetta: accoglie tutti i ragazzi bisognosi o le donne in difficoltà, non è mai sgarbato con nessuno, nemmeno quando ne avrebbe diritto. Non è tutto oro cio' che luccica, a me le persone troppo perfette sono sempre sembrate finte.
Ho letto in alcuni articoli che la Mantel voleva sradicare i pregiudizi che si erano creati verso questi personaggi però c'era proprio necessità di ribaltare la situazione? (Moro era visto come un martire mentre Cromwell come un arrivista)
A mio parere spesso le verità stanno nelle sfumature di grigio (no, non quelle di un famoso libro) e non nel bianco e nero.
Le vicende qui sono descritte lentissimamente, il tempo non passa mai e per centinaia di pagine a volte pare di rimanere ancorati nello stesso punto....