SINOSSI
La celebre operetta di Erasmo immagina che la Follia sia una dea, la quale, davanti a una piccola folla meravigliata, mostra quanti e quali benefici riceva dalla sue mani e come, senza il suo intervento, nulla nella vita sia piacevole, conveniente o sopportabile. Dall'alto del suo podio, la Follia delinea così un quadro immortale dell'umanità, passando in rassegna tutti i vizi incarnati in varie categorie di persone e personaggi, non risparmiando né re né papi, con una satira feroce che colpisce ogni tempo.
RECENSIONE
Elogio della Follia viene scritto da Erasmo da Rotterdam nel 1509. È dedicato all'amico Tommaso Moro ed è principalmente una critica rivolta alla chiesa cattolica e alla sua mancanza di spiritualità, rivolgendo invece le proprie attività al compiacimento materiale dei piaceri terreni.
La follia si presenta in prima persona, dice di avere il dono di rallegrare gli dei e gli uomin e giustifica ogni forma di vizio umano, in virtù dell'essere folle. Vi sono due specie di follie: una scaturisce dagli Inferi; l'altra, invece, nasce dalla follia stessa e ha a che fare con le illusioni che l'uomo si autoproduce, ad esempio con storie di superstizione e con le favole dei religiosi ("l’'animo umano è fatto in modo tale che la finzione lo domina più della verità"). La follia non risparmia nessuna categoria: mariti, mogli, gente del volgo, filosofi, poeti, principi e sommi pontefici. Vengono presi più di mira i religiosi, che appartengono alla chiesa cattolica. La follia dilaga tra di loro, che hanno fatto della ricchezza un loro modo di vivere, con vesti sacre ricchissime e orpelli d'oro. Non più amministratori dei beni spirituali, ma padroni di questi e fanno uso di interdetti, condanne, anatemi, e violenza. Inoltre, si accompagna sempre alla giovane età e all'ignoranza. Infine, giungendo alla conclusione del trattato, la follia ricorda un detto greco "spesso anche un pazzo parla a proposito" e si rivolge al pubblico di lettori, chiamandoli "scemi" nel caso in cui pensassero che essa si ricorderà di ciò che ha appena detto.
Il breve trattato si legge in modo fluido grazie al linguaggio semplice e il tono satirico lo rende divertente e leggero. Il tema dell'ipocrisia qui affrontato si trasmette attraverso uno sberleffo della follia, una presa in giro verso tutto il genere umano, in cui il lettore si riconosce, identificandosi, al contempo, con la follia stessa e assumendone il punto di vista. Tuttavia, gli argomenti filosofici, i riferimenti mitologici e i rimandi religiosi possono risultare talvolta molto specifici, quindi ostici, a meno che non si abbia dimestichezza con certi temi. Lo spirito che anima il libro, però, supera quei riferimenti specifici, coinvolgendo il lettore in un carosello umano curioso e divertente. Lo consiglio a chi si diletta nella lettura di scritti filosofici, trattati in modo paradossale, con l'ausilio di arguzia e genio. L'autore cerca continuamente la complicità del lettore, che lo segue nelle sue peripezie e nei suoi giochi mentali. La follia prende vita e si incarna e si è curiosi di capire dove ci condurrà.
[RECENSIONE A CURA DI DEFLUMERI]
| Autore | Erasmo da Rotterdam |
| Editore | Einaudi |
| Pagine | 280 |
| Anno edizione | 2014 |
| Collana | Einaudi tascabili. Classici |
| ISBN-10(13) | 9788806222413 |
| Prezzo di copertina | 11,00 € |
| Prezzo e-book | 0,99 € |
| Categoria | Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia |

