SINOSSI
Lui è Luigi, un quarantenne equilibrato, sentimentale, sereno e innamorato della moglie incinta. La casualità di un banale esame medico lo pone di fronte a una tremenda rivelazione: ha un tumore al rene e bisogna intervenire con urgenza. Così, con il ricovero, la vita di Luigi cambia drasticamente e si riduce a un’unica semplice realtà: l’ospedale, il reparto, i compagni di stanza, infermiere e caposala, i medici e, fra questi, su tutti, la mitica presenza del professor Zamagna, genio della chirurgia urologica, che vive solo per operare e che a Luigi appare un salvatore. Quella che scopre giorno per giorno Luigi è una verità a lento rilascio in cui tutto viene rimesso in discussione: l’aleatorietà del sapere medico, che cambia in base alle persone, la saldezza della fede, che può perdere anche un prete malato, la passione per la medicina, che possono perdere anche i medici, e la resilienza di chi, giovane o anziano, vuole solo sopravvivere. Compagni di avventura di Luigi sono soprattutto i pazienti: un somalo assolutista, un ristoratore che sa tutto di medicina, un prete in crisi, un intellettuale taciturno e uno stuolo di anziani cattivi perché in cattività.
RECENSIONE
Sono pochissime le pagine di questo libro, eppure spaventano da morire. Spaventano perché sai cosa stai per leggere, sai che da un giorno all'altro potresti svegliarti e prendere il posto di Luigi, un malato oncologico. Poi però cominci a leggere e ti accorgi che Mattia Torre è bravissimo a trattare temi importanti senza terrorizzarti, con il giusto equilibrio che serve per parlare di argomenti così delicati. Il libro si apre con Luigi che immagina il suo funerale ed è una delle scene più belle di tutto il libro: "doveva essere molto doloroso" dice Luigi. Questo dolore di cui parla è percepibile, ti immagini lì, insieme alla famiglia e agli amici di Luigi, a raccontare di lui cose tristi e cose divertenti, tutti stretti stretti nel suo ricordo in un loop infinito di pianti, aneddoti, sorrisi amari e dolore. La storia si svolge all'interno di un ospedale e l'autore riesce a creare con poche parole un microcosmo iper-realista con scene e personaggi che sembra di averli davanti per quanto sono caratterizzati bene. Tra i capitoli emergono molte riflessioni importanti, come ad esempio le condizioni di un malato che per quanto possa essere trattato bene, circondato di affetto, alla fine è da solo sul letto d'ospedale a combattere contro la malattia, oppure il concetto di resilienza, o ancora l’idea di vincere la malattia con la testa. La caratterizzazione dei personaggi è la ciliegina di questo breve libro, tutti con caratteri diversi, con il loro modo di esprimersi, con le loro manie e con quel tratto comico che non ti fanno pesare la lettura. È un libro strano, parla di un tema pesante eppure, durante la lettura, non fai altro che ridere. "È la vita" mi sono detta, tragica e comica allo stesso tempo ed è proprio la tragicomicità della vita vera che l'autore ha deciso di mettere nero su bianco - senza sconti, senza magia, senza addolcirla nemmeno un po' - che me lo ha fatto apprezzare.
[RECENSIONE A CURA DI BIBI]
| Autore | Mattia Torre |
| Editore | Baldini & Castoldi |
| Pagine | 137 |
| Anno edizione | 2017 |
| Collana | Romanzi e racconti |
| ISBN-10(13) | 9788868528348 |
| Prezzo di copertina | 15,20 € |
| Prezzo e-book | 9,99 € |
| Categoria | Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico |

