Immagine dallo spazio del pianeta TerraIl Libro del Mese di Gennaio 2013 porta l'attenzione su un tema molto ampio e dibattuto, soprattutto negli ultimi anni: l'ambiente. Della natura e del rapporto tra uomo e natura la musica si è sempre occupata, ma con un cambiamento sostanziale nel corso dei secoli: se un tempo, infatti, gli autori traevano ispirazione dall'ambiente, oggi utilizzano la loro arte per lo più a scopo di denuncia, per testimoniare quanto di male sta facendo l'uomo nei suoi confronti. In questo viaggio nel tempo e nello spazio, partendo da "Walden, ovvero Vita nei boschi" di Toureau, scopriamo dieci brani dei più diversi generi (dalla musica classica, al rock, al soul), che hanno tutti un comune denominatore: la natura.

Come già accennato, in passato il ruolo della natura nella musica era puramente ispirativo. Uno dei più grandi in questo senso, del periodo tardo barocco, è il veneziano Antonio Vivaldi (1678 - 1741). Molte sue opere nascono, infatti, dall'osservazione della natura e mirano ad imitare gli animali ed i suoni dell'ambiente: basti pensare ai quattro concerti per violino noti come "Le quattro stagioni", a "La pastorella", e ancora a "La tempesta di mare" e a "La notte". L'ascolto, però, che vorrei proporvi è un altro, e fa parte – insieme a questi ultimi due - dell'Opus 10, una serie di sei concerti per flauto composti nel 1728. Si tratta de "Il gardellino" (conosciuto anche come "Il cardellino"): in questo concerto per flauto e archi, Vivaldi sfrutta l'effetto imitativo facendo cantare un flauto come un uccellino. Soprattutto nel primo tempo, sembra proprio di vedere il cardellino saltare di ramo in ramo cinguettando, in un magnifico paesaggio primaverile!

Un altro esempio illustre di atmosfere naturalistiche nella musica classica è senza ombra di dubbio la VI Sinfonia ("Sinfonia Pastorale o Ricordi della vita campestre") di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827). In antitesi rispetto a Vivaldi, l'intento del compositore tedesco nel rievocare la vita campestre non ha nulla di descrittivo, ma anzi vuole – com'è proprio del Romanticismo – suscitare emozioni e sensazioni (per evitare dubbi in proposito, egli stesso inserì, nella parte del primo violino, l'annotazione <<Mehr Ausdruck der Empfindung als Mahlerei>>, <<Più un’espressione di sentimento che una rappresentazione pittorica>>). Beethoven trascorreva molto tempo in campagna e vedeva il contatto con la natura come un modo per raggiungere la pace. Le sue esperienze campestri confluirono in questa stupenda sinfonia del 1808, composta di cinque movimenti, dove la musica evoca immagini di uomini in mezzo alla natura ed allegri contadini, ma anche di animali nei pressi di un ruscello ed eventi atmosferici, come un'imprevista tempesta, terminata la quale tutto il creato rende grazie al Signore.

Facendo un salto in avanti nel tempo di quasi due secoli, arriviamo agli anni in cui l'ecologia muove i suoi primi passi. "Walden, ovvero Vita nei boschi", nostro Libro del Mese di Gennaio 2013, diventa, in qualche modo, il manifesto letterario di quanti si schierano dalla parte dell'ambiente, contro quanti lo deturpano in nome del progresso e del benessere. Nel 1971 Marvin Gaye (1939 – 1984) incide, dal canto suo, quella che è considerata la prima vera canzone ecologista: "Mercy mercy me". Nonostante il cantautore avesse iniziato la sua carriera già da dieci anni, è in quell'anno che si impose al grande pubblico con il disco "What's Going On", uno dei più celebri album soul di tutti i tempi, in cui è contenuta anche "Mercy mercy me": un canto a Dio, in cui ci si chiede "dove sono finiti i cieli blu", in un mondo in cui "il vento è veleno", "i pesci sono pieni di mercurio", le radiazioni sono ovunque e "gli animali stanno morendo"? Ma soprattutto, ci si pone una domanda sostanziale: "quanti abusi ancora dall'uomo lei [la Terra] può sopportare?".

Una canzone che pare essere una risposta a quest'ultima domanda di Gaye è "Five Years" di David Bowie (1947), incisa nel 1972 e traccia di apertura dell'album "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars". L'eccentrico cantante britannico, icona della musica rock,  racconta in questo brano della scoperta che la Terra, e di conseguenza l'Uomo, hanno solamente più cinque anni di vita...

Approdando nel nostro Bel Paese, c'è una canzone di questo stesso anno che ha fatto storia: "Ci vuole un fiore" di Sergio Endrigo (1933 - 2005), successo discografico a 45 giri divenuto ormai popolarissimo, che ha insegnato a grandi e piccini ad amare e rispettare la natura. Fa parte dell'omonimo album in cui, con la collaborazione di Luis Bacalov (che ha composto la colonna sonora, tra le altre, del film "Il postino"), il cantante musicò alcune poesie per bambini scritte appositamente da Gianni Rodari.
Del 1974 è, invece, "Ad esempio a me piace il sud" di Rino Gaetano (1950 - 1981). Il cantautore calabrese, trapiantato da piccolo a Roma, ha sempre avuto un rapporto molto stretto con la sua terra d'origine; in ogni suo album è presente il richiamo al Sud: bastino, ad esempio, "La ballata del meridionale trapiantato" (1967) e "Anche questo è Sud" (1979). In "Ad esempio a me piace il Sud" il Meridione viene descritto attraverso i suoi paesaggi (<<Ad esempio a me piace la strada col verde bruciato, magari sul tardi; macchie più scure senza rugiada, coi fichi d’India e le spine dei cardi>>) e gli uomini che tali paesaggi abitano (<<Camminare con quel contadino (…), parlare dell’uva>>).

Il prossimo brano è probabilmente la prima canzone ecologista del nostro Paese e, per una volta, non veniamo troppo dopo i nostri cugini d'oltreoceano. Nel 1976 Pierangelo Bertoli (1942 - 2002) in "Eppure soffia", al pari di Marvin Gaye ma con ancora un po' di poesia in più, racconta che cosa stiamo facendo al nostro pianeta: abbiamo inquinato le acque e il cielo, ci siamo fatti la guerra incuranti delle conseguenze... ma l'immagine della Terra non è quella di vittima, come in "Mercy mercy me", ma vittoriosa: Madre Natura si mostra sempre più forte delle atrocità dell'uomo, perché continua a sopravvivere, pur modificandosi... e anche il vento continua a soffiare, sempre e comunque. Questa canzone è stata, negli ultimi anni, "riscoperta" e riproposta da due noti nomi della musica leggera italiana: Luciano Ligabue e Luca Carboni, che ne hanno fatto due versioni diversissime ed ugualmente belle, che rendono giustizia alla poesia che questa canzone esprime e che quindi vi propongo, insieme alla versione originale di Bertoli.

E' il 1986 ed i REM incidono "Cuyahoga", contenuta nell'album "Lifes Rich Pageant". Una nuotata nelle acque dell'Apalachee River associata ai fiumi di sangue versati dagli Indiani d'America per mano dei "nostri padri" da un lato, dall'altro il fiume Ohio inquinato dagli scarichi industriali. Un memorandum di ingiustizie - lo sterminio di una popolazione, l'inquinamento di un pianeta – ed un invito a non chiudere gli occhi di fronte a ciò che accade e a "cominciare un nuovo Paese".
Siamo giunti agli anni Novanta. Nel 1994 esce uno dei più bei cartoni animati Disney, "Il Re Leone", con la colonna sonora composta da Elton John (musiche) e Tim Rice (testi). La canzone più celebre è "Circle of Life", cantata da Carmen Twillie e poi riproposta in versione pop proprio da Elton John. La canzone si apre con un canto tribale, che porta subito la mente alle savane africane, per diventare poi un inno alla natura, al mondo e alla vita. Vita che va sempre avanti qualsiasi cosa succeda, e coinvolge ogni essere nel "grande cerchio della vita", che ha un equilibrio delicato e per questo da rispettarsi sempre. La versione italiana, "Il cerchio della vita", è stata cantata da Ivana Spagna.
Concludiamo in bellezza, con una canzone di Michael Jackson del 1995. Tra tutte le sue canzoni "impegnate", spicca "Earth Song", che affronta il tema dell'ambiente. Michael Jackson racconta della distruzione della Terra a causa dell'uomo: alberi abbattuti, animali uccisi, la povertà e le guerre, l'inquinamento... e urla "cosa abbiamo fatto al mondo?!".

Fonti:

Elvidio Surian, Manuale di storia della musica, voll. II-III, Rugginenti ed.

Le Garzantine Musica, Garzanti ed.

Enciclopedia del Rock, Fazi ed.

Wikipedia

(articolo a cura di Sergio Gelsomino)

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