Federico ha scritto: In ogni caso, credo che nei commenti si sia presa troppo letteralmente LA citazione del libro per cui tutto cambia perché tutto resti uguale.
In realtà il soggetto del libro è proprio il cambiamento: la fine del regno borbonico e della nobiltà e la nascita del regno italiano e l’esplosione della borghesia.
Da notare che quando l’autore nacque sia nobiltà che il regno delle due Sicilia erano già più o meno spariti, quindi ci descrive quel mondo come se lo immagina, non come lo ha vissuto. È un classico di tutti i tempi, da Omero in poi: la nostalgia di un mondo che non si è vissuto e quindi è di fantasia.
Apprezzo sempre molto i tuoi commenti Federico, sono lo spunto per riflessioni interessanti. Nel caso di specie però non sono d’accordo con te. Il Gattopardo parla di un cambiamento storico-politico che, tuttavia, come dice lo stesso protagonista del libro lascia immutata la Sicilia e i Siciliani nel loro modo di pensare.
Il fatto poi che Tomasi di Lampedusa non sia vissuto nel periodo storico che descrive nel romanzo non determina che il racconto sia di pura fantasia. Quanti autori hanno raccontato e raccontano fedelmente epoche remote sulla base della documentazione. Il Gattopardo è un personaggio realmente esistito, su questo Tomasi di Lampedusa non ne ha fatto mistero, è il bisnonno Giulio Fabrizio principe di Lampedusa. Lo stesso autore in una lettera del 1957 indirizzata all’amico Enrico Merlo dice del suo romanzo
ogni cosa è reale riferendosi al protagonista
Padre Pirrone è anche lui autentico anche nel nome Il personaggio di Tancredi è stato ispirato dal figlio adottivo dell’autore.
Donnafugata come paese è Palma; come palazzo è Santa Margherita. Anche la questione delle reliquie dell’ultimo capitolo è vera e vista dall’autore stesso (quest’ultima parte del libro è ambientata nel 1910). La lettera si conclude con una frase che mi conferma che protagonista del romanzo Il Gattopardo è il non cambiamento della Sicilia
La Sicilia è quella che è; del 1860, di prima e di sempre.