Iniziato da un paio di giorni e già arrivata a pagina 150. Lo stile di Oates purtroppo continua a deludermi, non riesco proprio a capirne il successo se non per il fatto che sia così prolifica e scriva storie molto diverse, perchè dal punto di vista stilistico la trovo soporifera e banale. Però la storia mi ha preso molto, si soffre veramente tanto e mi aspettano altre 950 pagine di pianti
Il prologo non sono sicura di averlo capito, non so se il pacco che sta venendo mandato è la confezione di barbiturici oppure il giornale con la notizia di quel che è successo. Comunque un inizio che fa già stringere il cuore.
Nel capitolo sul bagno ho pensato a questa povera bambina che deve inventarsi dei ricordi tanto é confusa da quel che le dice la nonna e dalle varie versioni della madre. Ho pensato a come spesso tramite fotografie (come succede a lei con la foto del padre) e storie che la gente ci racconta, soprattutto relative a quando eravamo piccoli, riusciamo veramente a costruirci dei ricordi, come se veramente ci ricordassimo di aver vissuto quel momento. E per molte situazioni dell´infanzia può essere una salvezza avere una fantasia fervida. Mentre la nostra Norma mi sembra purtroppo troppo matura, troppo con i piedi per terra, anche se in realtà la sua mente è nei film. Ma lo è perchè riesce fin da piccola a distinguere tra realtà e film e sceglie per sè di vivere nei film, la realtà la delude spietatamente fin da piccola, facendo sì che matura un continuo rifiuto per i vari eventi della crescita (altro momento commovente è quando le arriva il ciclo e non vuole accettarlo, non vuole essere sottoposta anche a questo).
Proseguo e la mia voglia di conoscere di più questa donna, tramite i libri e i suoi film, aumenta di pagina in pagina.