SINOSSI
Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L'estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che... Vincitore di numerosi riconoscimenti letterari, "Speak" è stato tradotto in venti paesi con grande successo di critica e vendite.
RECENSIONE
Un libro delicato, che affronta un tema terribile, quello della violenza sessuale. Melinda frequenta il primo anno di liceo a Syracuse, una cittadina dello Stato di New York. Tutti la evitano, tutti le parlano alle spalle, è proprio strana questa ragazza dalle labbra sempre martoriate, sfregiate dai morsi nervosi che lei stessa si infligge. Ma Melinda non è sempre stata così, non è muta da sempre, lo è diventata, per scelta: se aprisse la bocca per parlare, probabilmente uscirebbero urla di dolore e di paura. Il libro è scritto in prima persona, da Melinda stessa, che racconta al lettore le sue giornate, vissute nell'ombra, ai margini, osservando attentamente quel che accade intorno, con pungente ed ironico senso critico. E' un libro per adolescenti, ma è stata una lettura piacevole ed originale.
[RECENSIONE A CURA DI CLACLA]
| Autore | Laurie Halse Anderson |
| Editore | Giunti |
| Pagine | 192 |
| Anno edizione | 2010 |
| Collana | Y |
| ISBN-10(13) | 9788809752412 |
| Prezzo di copertina | 9,90 € |
| Categoria | Altri generi |


Commenti
All'inizio la tematica principale sembra essere il rapporto con gli altri ragazzi, la protagonista Melinda viene presentata come un'emarginata e il tema della solitudine emergerà frequentemente. Inoltre, c'è una sfiducia nei confronti degli adulti, che vengono visti come figure prive di autorità e di comprensione, incapaci di capire cosa provano i ragazzi. La solitudine persiste anche a casa, in famiglia, dove i genitori non riescono proprio a trovare un modo per parlare con la loro figlia, che si chiude in un mutismo sempre più marcato. Ho trovato interessante il fatto che lei navighi la scuola soprattutto come un'osservatrice, mostrandoci e analizzando i vari gruppetti di adolescenti tipici di una scuola americana, ma non troppo diversi dai nostri. Il fatto che sia sempre sola la pone in una posizione privilegiata per poterli osservare. La lezione di Educazione artistica viene vista subito come divertente e l'insegnante spicca rispetto agli altri per la sua visione estremamente creativa e ottimista, più propenso a trovare un potenziale nei ragazzi e capace di creare un rifugio sicuro in cui riescono a esprimere e a sperimentare i propri sentimenti. Sarà anche con il procedere del progetto artistico sull'albero che, piano piano, Melinda riuscirà a elaborare il trauma della violenza subita e a "sconfiggerlo", in un certo senso battendo anche materialmente il ragazzo che l'ha aggredita.
La difficoltà di elaborare il trauma si nota anche nella sua camera, luogo che in genere riflette la personalità del suo possessore. La stanza, infatti, è rimasta bloccata a com'era prima dell'accaduto, come se la ragazza non riuscisse ad andare avanti o a capire quale sia la sua personale identità (molti elementi della camera sono copiati dalle amiche). Il suo sentirsi a disagio si sfoga anche attraverso una forte depressione perché non ha più voglia di fare niente, non è motivata, vuole solo isolarsi da tutto e da tutti e dormire, e attraverso atti di autolesionismo come la sua abitudine di mordersi le labbra fino a farle sanguinare.
Il tema della violenza sessuale, che viene esplicitata solo verso la fine, incuriosendo il lettore che vuole scoprire cosa è successo e perchè tutta la scuola si sente quasi giustificata a fare atti di bullismo nei suoi confronti, è trattato magistralmente, mostrando pienamente la difficoltà delle vittime di elaborare l'accaduto e di accusare pubblicamente il proprio aggressore.
Ho apprezzato il fatto che abbia descritto le aggressioni attraverso i pensieri della ragazza, senza descrivere la scena nel dettaglio ma facendo intuire e capire cosa stesse succedendo, mettendo la vittima e i suoi sentimenti, le sue emozioni al centro.