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C'è qualcosa di curioso nel modo in cui oggi si parla di solitudine: da una parte non è mai stato così facile raggiungere qualcuno, mentre dall'altra la solitudine sembra tutt'altro che scomparsa. A volte, anzi, sembra assumere una forma nuova: non quella di chi non ha nessuno, ma quella di chi ha continuamente qualcuno intorno e non riesce comunque a sentirsi vicino a nessuno.

È una sensazione che Klara e il sole di Kazuo Ishiguro, nostro Libro del Mese di Agosto 2026, riesce a raccontare con particolare delicatezza. Al centro del romanzo c'è Klara, una Artificial Friend acquistata dalla famiglia di Josie, una ragazza malata. Il suo compito è semplice: farle compagnia.

Ma è proprio questa parola, "compagnia", a diventare via via più complicata. Klara sta con Josie, la osserva, si preoccupa per lei, è sempre disponibile. Il lettore, a poco a poco, comincia quasi a dimenticare che Klara è una macchina, attribuendole sentimenti e intenzioni.

Ishiguro non stabilisce mai con chiarezza che Klara possieda una coscienza. È il lettore a riconoscere come umani alcuni suoi comportamenti - ed è qui che il romanzo, pubblicato nel 2021, sembra avvicinarsi al presente.

La tecnologia è infatti entrata in una zona che fino a poco tempo fa sembrava appartenere quasi esclusivamente alle relazioni tra persone. Oggi si può parlare con un'intelligenza artificiale, raccontarle una giornata difficile, chiederle un consiglio, cercare conforto. Può ricordare ciò che è stato detto e rispondere tenendo conto delle conversazioni precedenti. Non è più soltanto una questione di ottenere una risposta, a volte si cerca semplicemente qualcuno con cui parlare.

L'intelligenza artificiale può offrire una forma di presenza particolare: una presenza che non si stanca, non si distrae, non ha bisogno di essere convinta a parlare - è sempre attenta e disponibile, proprio come Klara. Le relazioni umane sono, invece, più complicate. Chi abbiamo di fronte ha limiti, desideri e tempi propri che possono non coincidere con i nostri.

Klara e il sole non condanna la tecnologia. Klara è una risposta a un bisogno che esiste già: il bisogno di non essere soli. L'intelligenza artificiale non ha inventato la solitudine, ma potrebbe diventare uno dei modi con cui una società sempre più tecnologica cerca di risponderle.

Resta però una differenza impossibile da eliminare: quando gli esseri umani cercano compagnia, cercano qualcuno per cui la loro presenza abbia un peso. Qualcuno che non sia lì perché è stato progettato per esserci, ma perché ha scelto di esserci. E nessuna intelligenza artificiale può, in questo, competere con noi esseri umani.

(articolo a cura di Elisa Kirsch)

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