Giovedì, 16 Aprile 2026

"Sensi di viaggio" di Marco Aime

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26/02/2021 11:32 #51161 da Erszebet
Risposta da Erszebet al topic "Sensi di viaggio" di Marco Aime
Ho ripreso finalmente la lettura di questo libro: Alfama.
Lisbona.... l'ultimo viaggio fatto l'anno scorso quando il covid era ancora una notizia di cui il TG si occupava quando trattava dell'estero.
Cabo da Roca, un'ora di viaggio da Sintra a/r dentro un autobus strapieno di persone (quelli all'uscita delle scuole non sono niente a confronto) per godere di un tramonto fantastico. Peccato che all'orizzonte c'erano delle nuvole ma lo spettacolo e l'atmosfera, grazie anche a centinaia di persone che cantavano e salutavano il sole, ha ripagato tutto il disagio del viaggio
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27/02/2021 12:16 - 27/02/2021 12:17 #51178 da guidocx84
Risposta da guidocx84 al topic "Sensi di viaggio" di Marco Aime
Questa mattina ho finito di leggere il libro, che non poteva concludersi nel modo migliore per me perché il capitolo La Avana mi ha fatto ricordare il viaggio che feci a Cuba nel 2010.
La città vecchia de La Avana (in cui ti senti catapultato indietro di almeno 500 anni), il sorriso delle persone, la musica e i balli, le macchine americane colorate anni '60, gli odori, i sapori, il caldo umido e appiccicoso (era agosto)... che meraviglia!! :laugh:

Il libro di Aime è sì un suo diario di viaggio in cui annota ricordi e sensazioni che ha provato in questi luoghi ma se alcuni dei suoi viaggi coincidono con i viaggi di ciascuno di noi, è inevitabile ripensare ai "nostri sensi di viaggio". E credo che in questo il libro sia azzeccato, perché rievoca emozioni e sensazioni, ricordi, permettendoci di entrare nello spirito giusto per affrontare i prossimi viaggi, compreso quello letterario che stiamo affrontando qui.

Grazie a tutti per aver condiviso le vostre esperienze e adesso che ci conosciamo un po' di più, siamo pronti per continuare il nostro percorso! ;)

«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain
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03/03/2021 10:01 #51258 da Erszebet
Risposta da Erszebet al topic "Sensi di viaggio" di Marco Aime
Ho finito da qualche giorno il libro ma non ho avuto modo, causa lavoro, di scrivere le mie sensazioni.
A differenza di quanto ho letto sopra, gli errori di impaginazione non mi hanno dato fastidio probabilmente aiutata dalla versione digitale in cui l'impaginazione è diversa a seconda del carattere che utilizzi.
Soltanto un paio di volte sono tornata indietro per vedere il periodo in cui lo scrittore aveva visitato i luoghi.
Se non avessi letto la prefazione, devo dire la verità, nei racconti non ho trovato alcuna malinconia né tristezza.
Racconta solo in parte il viaggio che ha fatto ma del resto, credo sia normale così e comunque in linea col titolo.
Ognuno di noi, quando torniamo da un viaggio, si racconta solo gli eventi a cui siamo più affezionati o quelli che ci hanno colpito di più e magari sono solo un'infinitesima parte di quello che abbiamo vissuto.
Il racconto si Israele, della "normalità" delle bombe, dei kamikaze, della guerra, mi ha riportato ad un libro che ho letto moltissimi anni fa di Wilbur Smith Un aquila in cielo, dove la vita di una dei protagonisti, nella consapevolezza che uscendo di casa potrebbe essere vittima, cambia in una normale giornata lavorativa a causa di una bomba che esplode su di un autobus.
Non mi dilungo più, grazie per la scelta di questo libro ed anche di quello di marzo di cui ho già letto buona parte
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05/03/2021 12:36 - 05/03/2021 12:42 #51294 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic "Sensi di viaggio" di Marco Aime
Mi è piaciuto molto l'episodio Timimoun: la descrizione del deserto, delle dune, del ramadan.

Ho amato anche la passione dell'archeologo nel racconto Le Clerc, non Leclere

Il libro si conclude con delle riflessioni sul ritorno: "Con il passare degli anni, e dei viaggi, si è attenuata, ma ritorna sempre quella strana irritazione da dentro. Tutto ciò che mi è consueto mi irrita, mi infastidisce. Dura poco, siamo animali conservatori e ci adagiamo subito nella routine. Ma per un po' il viaggio sembra volerti maledire per averlo abbandonato. Nel divincolarsi dal tuo abbraccio, ti sfiora, come un'ortica, lasciandoti un prurito che poi svanisce."

è stato strano perché ho letto questo paragrafo poco dopo aver provato quell'irritazione, e mi ha aiutata a comprenderla.

"Sentii un peso intollerabile opprimermi il petto, l'odore della terra umida, la presenza invisibile della corruzione vittoriosa, la tenebra di una notte impenetrabile..."

Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"

Ultima Modifica 05/03/2021 12:42 da Margarethe.

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16/04/2021 03:51 #52290 da Marialuisa
Risposta da Marialuisa al topic "Sensi di viaggio" di Marco Aime
Con ritardo biblico vi seguo ...o meglio vi inseguo, affannosamente in ritardo sulla tabella di marcia, ma in fondo il bello di questo forum è poter commentare anche a distanza di anni le impressioni sulle letture condivise...per cui :blush: eccomi a sintetizzare in poche parole le mie sensazioni...
Ciò che mi ha più colpito anche in relazione al titolo del libro su cui ho avuto modo di assistere a dibattimenti anche piuttosto "caldi" sono stati i colori che rendono armoniosi i paesaggi e che fanno vibrare i sensi e trasmettono il fascino di luoghi che forse non saranno gettonatissimi per vacanze da sogno, ma che induconoa pensare che vorresti essere li anche solo per pochissimo a godere di quella luce che getta su scorci e tramonti il velo ineffabile del mistero....

"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore"
Italo Calvino
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02/05/2021 11:46 #52703 da Paulo
Risposta da Paulo al topic "Sensi di viaggio" di Marco Aime

Margarethe post=50342

"Partire soli, attendere in un aeroporto, far passare il tempo tra una coincidenza e l'altra, distrarsi nel guardare le vetrine inutili per non pensare al fatto che si è soli e si sta partendo. Crogiolandosi, quando si è giovani, in una dimensione eroica: l'eroe non solo è giovane e bello, ma anche solo. Tutto per non ammettere che si sta soffrendo."

Che ne pensate? Avete mai viaggiato da soli? Avete mai provato questi sentimenti contrastanti partendo? Se sì, pensate che ne valga la pena?

Più di metà dei viaggi li ho fatti da solo. Ci sono stati momenti in cui mi sarebbe piaciuto condividere le cose con qualcuno, ma d' altro canto da soli è più facile che il viaggio assomigli a quello che ci eravamo prefissati. Da soli si può tornare più facilmente sui propri passi, si può riflettere più a fondo su ciò che si vede, ci si può fermare e si può camminare più svelti...

Penso a quando ho fatto una decina di giorni tra Vienna Cracovia e Auschwitz a metà gennaio. Quanta gente avrebbe accettato di camminare al freddo, sotto e in mezzo alla neve, nel pieno dell' inverno mitteleuropeo? Pochissimi, però è stato giusto così, lo rifarei anche oggi a più di dieci anni di distanza. E poi può capitare, nonostante si parta da soli, di trovare dei temporanei compagni di viaggio, qualcuno con cui passare anche solo una parte di giornata o un' esperienza comune.

E' un pò come vivere insieme ad una persona: essere in due è meglio che stare da soli, ma stare con qualcuno solo per paura della solitudine è per me la quintessenza della disperazione. Lo stesso vale per i viaggi.

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Ciao a tutti! Mi chiamo Luigi,ho 30 anni e sono qui per disintossicarmi un pò dai social che lasciano sempre un senso di vuoto.

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Mi chiamo Emilio Coppolino, sono appassionato di spiritualità, filosofia e crescita interiore, ho dedicato anni allo studio delle dinamiche del cuore umano e del dialogo tra tra ragione e trascendenza

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