Concordo, sicuramente è un romanzo psicologico, noir, come molti dei romanzi "duri" di Simenon. Non ha niente a che vedere con un giallo o un poliziesco alla Maigret.
La neve sporca del titolo secondo me rappresenta la condizione morale del protagonista e del suo mondo. La purezza originaria di Frank bambino (neve bianca), viene inevitabilmente contaminata dalla realtà, dal contesto familiare e sociale e dalle azioni del protagonista. Frank stesso è neve sporca: nato puro ma in un contesto di degrado, diventa parte attiva di un sistema corrotto macchiandosi di delitti, furto e azioni riprovevoli, soprattutto ai danni delle donne che utilizza come oggetti.
Personalmente ho apprezzato molto lo stile asciutto di Simenon, fatto di frasi brevi e descrizioni crude: riflette perfettamente la psicologia del protagonista. L'autore riesce a farci entrare nella mente di Frank senza mai giustificarlo, lasciando a noi lettori eventuali giudizi. Ne abbiamo parlato anche al raduno. Frank Friedmaier non è né completamente vittima né puro carnefice, ma piuttosto il prodotto di una catena di violenze e abbandoni. La sua freddezza emotiva nasconde una disperata ricerca di riconoscimento e affetto e nello specifico la ricerca di un padre (da qui la sua ossessione per Holst). Simenon ho costruito un personaggio che ci costringe a confrontarsi con la complessità del male e delle sue origini. La sua evoluzione psicologica, dalla spavalderia iniziale alla ricerca tardiva di redenzione, traccia un percorso umano profondamente credibile.
In linea generale, seppur abbia avuto un'infanzia orribile crescendo senza padre, in un bordello e trovandosi in un contesto sociale di occupazione (anche noi abbiamo pensato che fosse un paese del Belgio/della Francia durante la seconda guerra mondiale), non riesco comunque a giustificare le sue azioni.
«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain