Ho terminato anch’io la lettura: in netto ritardo

. Così ho però almeno potuto riflettere sui commenti precedenti, con i quali mi trovo sostanzialmente d'accordo.
Pertanto qui cercherò di non ripetere ciò che è già stato detto, e mi soffermerò brevemente non sul contenuto - che mi ha certamente colpito - ma sulla forma. Che mi ha lasciato perplesso. Anzitutto: chi sono questi ragazzini? E quanti sono, quanti anni hanno, da dove provengono, quali esperienze hanno avuto? Forse non è importante, e Golding avrà magari appositamente celato queste informazioni per dar maggiormente risalto alle dinamiche del gruppo. Però, per comprendere il diverso comportamento e le differenti scelte di alcuni personaggi, una caratterizzazione più approfondita non avrebbe a mio avviso guastato.
Golding non si tira certo indietro nel descrivere la natura dell’isola in tutti i suoi particolari. Invece, di tutti questi ragazzi, alla fine sappiamo ben poco: Piggy sta sempre a pulire i suoi occhiali e a piagnucolare, Ralph a tirare indietro i capelli e a soffiare sul fuoco, Jack ad appuntire la lancia e a cacciare maiali. Del resto della compagnia, poi, ne sappiamo ancor meno, tanto da non poter quasi distinguere l’uno dagli altri: mangiano frutta, tirano sassi ... Insomma, difficile provare empatia con personaggi così stilizzati.
Poi c’è il ritmo del racconto, che per buona parte è lento, lentissimo, quasi ripetitivo: afa, spiaggia, conchiglia, montagna, fuoco. La stessa sequenza ogni volta. In pratica, non succede veramente nulla fino agli ultimi due/tre capitoli, in cui l’azione si fa finalmente concitata. Forse persino troppo, visto che nonostante la sovrabbondanza di dettagli esteriori ho faticato a visualizzare esattamente le scene così minuziosamente descritte.
Infine i dialoghi: a volte non si capisce chi sta dicendo cosa. Anche qui ci si può passar sopra, perché il senso del discorso si può sempre arguire. Ma talvolta questa tecnica mi ha lasciato sconcertato, togliendo interesse a ciò che appunto veniva detto.
Voto finale: 6,5