Venerdì, 23 Agosto 2019

Febbraio 2017 - Fahrenheit 451

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10/02/2017 23:09 #41 da guidocx84

Claudia1221 ha scritto: Mi sento, ovviamente, chiamata in causa dal commento di Guido. Personalmente quando una lettura non mi cattura c'è già un problema di fondo. Se non vedo l'ora di finire un libro vuol dire che forse le sensazioni e le impressioni che può avere un altro io non le ho avute. Quindi perché pensare che dipenda esclusivamente dal fatto che la lettura sia stata semplicemente frettolosa? Penso anche di aver spiegato abbastanza le sensazioni che il libro mi ha dato e che i temi trattati non sono stati sufficienti ad entusiasmarmi. Non è una lettura lasciata a se stessa ma semplicemente una lettura che non mi è piaciuta e mi ha delusa. Aspetto di leggere i vostri commenti, sicuramente figli di una lettura meno frettolosa ;-) :-)


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Non devi sentirti chiamata in causa perché facevo semplicemente un discorso generale sul fatto che, con tutti gli spunti di riflessione che dà questo libro, sarebbe bello trovare il tempo per rifarsi da una parte e affrontarli uno ad uno...

Detto questo, tralasciando la noia che hai provato nel leggere questo libro, davvero leggendolo non hai rilevato alcuno spunto di riflessione, ad esempio tra quelli riportati da Lorenzo, Elena e Beatrice nei loro post? Mi sembra quantomeno curioso capire questo.

Non è un processo alle intenzioni ma la curiosità di capire se la trama e la narrazione di un libro possono davvero avere un impatto tale da occultare gli spunti di discussione agli occhi del lettore. Agli altri capita? Vi è capitato con altri libri? Perché a me capita molte volte di pensare: "questo libro non mi è piaciuto ma se non altro mi ha dato qualche spunto di riflessione"... Ed in tal caso riesco comunque a ricordarlo anche per tale aspetto. ;-)

"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere." Gustave Flaubert

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11/02/2017 10:23 #42 da Illypendragon
Un mio commento si potrebbe essere come dici tu Guido : questo libro non mi è piaciuto ma se non altro mi ha dato qualche spunto di riflessione. Leggendo non riuscivo a trovare l'entusiasmo esatto, i temi trattati e la storia in se sono molto belli ma devono evolversi nel modo giusto. Secondo me la fretta l'ha avuta Bradbury nello scrivere questo libro così carico di spunti riflessivi ma stesi in modo non eccellente. Ho sottolineato alcune belle frasi, ma mi sono piaciute solo quelle...

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Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato
io non ho mai scritto....e nessuno ha mai amato...

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11/02/2017 10:36 #43 da Valeria2416
Ho finito anche io di leggere Fahrenheit da qualche giorno e devo dire che per me non è stata per niente una lettura facile, come molti di voi ho trovato molta difficoltà nel rimanere concentrata a causa dello stile usato, alcuni passaggi li ho dovuti rileggere più volte. Il libro non è brutto solo che alcune cose rimangono non chiarite, mi sembra che manchi qualcosa... forse dovrei rileggerlo una seconda volta per capirlo meglio. Come già avete detto voi molti sono i temi trattati e gli spunti di riflessione, in particolare mi ha colpito questo passo: " la maggior parte di noi non può correre qua e là notte e giorno, parlare con tutti conoscere tutte le città della terra, non abbiamo tempo, denaro e nemmeno tanti amici. Le cose che voi cercate Montag sono su questa terra, ma il solo modo per cui l'uomo medio potrà vederne il novantanove per cento sarà un libro"
Questo passo mi è tornato in mente spesso in questi giorni perché è proprio questo che per me rappresenta un libro, leggere ti permette di evadere, pensare, conoscere realtà diverse, perfino viaggiare nel tempo ed è questo che più mi piace di un libro.
Il rapporto tra Montag e la moglie mi ha fatto provare davvero tristezza, e lo trovo molto realistico, anche oggi si vedono coppie che sono sposate, vivono insieme eppure ognuno è preso dai propri problemi, ci si ignora e non sia arriva neanche a ricordare perché si è insieme
Tutto sommato un libro che vale la pena di leggere, bisogna solo superare lo scoglio dello stile...
Ringraziano per il messaggio: bibbagood

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11/02/2017 15:19 #44 da guidocx84

Valeria2416 ha scritto: Ho finito anche io di leggere Fahrenheit da qualche giorno e devo dire che per me non è stata per niente una lettura facile, come molti di voi ho trovato molta difficoltà nel rimanere concentrata a causa dello stile usato, alcuni passaggi li ho dovuti rileggere più volte. Il libro non è brutto solo che alcune cose rimangono non chiarite, mi sembra che manchi qualcosa... forse dovrei rileggerlo una seconda volta per capirlo meglio. Come già avete detto voi molti sono i temi trattati e gli spunti di riflessione, in particolare mi ha colpito questo passo: " la maggior parte di noi non può correre qua e là notte e giorno, parlare con tutti conoscere tutte le città della terra, non abbiamo tempo, denaro e nemmeno tanti amici. Le cose che voi cercate Montag sono su questa terra, ma il solo modo per cui l'uomo medio potrà vederne il novantanove per cento sarà un libro"
Questo passo mi è tornato in mente spesso in questi giorni perché è proprio questo che per me rappresenta un libro, leggere ti permette di evadere, pensare, conoscere realtà diverse, perfino viaggiare nel tempo ed è questo che più mi piace di un libro.
Il rapporto tra Montag e la moglie mi ha fatto provare davvero tristezza, e lo trovo molto realistico, anche oggi si vedono coppie che sono sposate, vivono insieme eppure ognuno è preso dai propri problemi, ci si ignora e non sia arriva neanche a ricordare perché si è insieme
Tutto sommato un libro che vale la pena di leggere, bisogna solo superare lo scoglio dello stile...


E' vero Valeria! Idealmente, avendo tempo e denaro, chi non passerebbe la maggior parte della vita a viaggiare? :woohoo: Ne conosco davvero pochi di sedentari che non amano viaggiare... Perché in fin dei conti viaggiare, conoscere luoghi, persone, usanze, vivere atmosfere sempre diverse, essere cittadini del mondo, ci fa crescere come persone. Ed è altrettanto vero che, nell'impossibilità di muoversi quanto si vorrebbe, i buoni libri ci aiutano proprio ad ottenere risultati simili e a renderci felici. Ogni libro di fatto è un viaggio no? ;)

Relativamente al rapporto di Montag con la moglie, immagino che l'autore abbia scelto tale rapporto per evidenziare quanto la società in cui vivono abbia cambiato la donna (a differenza del marito che ad un certo punto della storia "si sveglia dal torpore"). Donna che ha la mente ottenebrata dalle stupidaggini imposte dalla società... la moglie di Montag è l'esempio di persona frutto dei tempi raccontati dall'autore. Contrapporla al marito per farci vedere come siano quasi due mondi paralleli e distanti, ci aiuta a capire le differenze tra chi reagisce e chi è succube del sistema. Almeno io l'ho interpretata così. Non so se è la chiave di lettura corretta e non so se anche lei alla fine capirà e tornerà in sé e a lottare...

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Ringraziano per il messaggio: Valeria2416

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12/02/2017 16:37 #45 da bibbagood
Non avevo ancora letto il commento di Elena e ora che l'ho fatto apprezzo molto la sua analisi approfondita. Ha colto tanti aspetti del libro, come il cambiamento di ritmo, di colori, su cui la mia attenzione non si era soffermata. Mi allaccio inoltre ad una delle sue citazioni dal libro per dire quanto la figura di Granger mi sia sembrata decisamente troppo fiduciosa nei confronti dell'essere umano, quando afferma che egli non si scoraggia mai e che sa cosa è che vale la pena fare; che non è come la fenice che ogni volta rinasce dallo stesso punto della volta precedente, perchè ogni volta l'uomo impara dai suoi errori, anche se può metterci tanto e commetterne tanti prima di migliorarsi. Bè a me è sembrato un discorso un po' ottimista, soprattutto guardando la nostra società, in cui non solo non mi sembra che stiamo imparando dai nostri errori, ma che anzi facciamo di tutto per ripeterli. Il discorso può valere per le guerre e l'inutilità di organismi internazionali come ONU e NATO che non fanno niente per evitarle, perchè alla fine il tornaconto economico-politico è più importante di quello umano, esattamente come durante le guerre di 2000 anni fa o le ecatombi del Novecento, alle quali si era deciso di non dare seguito. Ma non sono solo le guerre, quanto anche i valori trasmessi dalle sempre più forti correnti nazionalistiche nei vari paesi, che si basano spesso su razzismo ed odio, come se nel 2017 fossimo ancora convinti che tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri, generando solo ulteriore odio, che non capisco dove dovrebbe condurre. Ma questa convinzione a voler non imparare dagli errori si riflette in cose anche meno serie, come il rapporto con la tecnologia già accennato da Guido: sono anni che ormai si parla dell'estraniazione che i nuovi mezzi di comunicazione producono, perchè si continuano a investire cervelli e soldi per crearne ulteriori, fino a che saremo completamente degli automi!? Vabeh, questo per dire che secondo me Bradbury tramite Granger era decisamente troppo fiducioso...magari poter rinascere ogni volta dallo stesso punto come la fenice.

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12/02/2017 16:51 #46 da bibbagood

Valeria2416 ha scritto: Ho finito anche io di leggere Fahrenheit da qualche giorno e devo dire che per me non è stata per niente una lettura facile, come molti di voi ho trovato molta difficoltà nel rimanere concentrata a causa dello stile usato, alcuni passaggi li ho dovuti rileggere più volte. Il libro non è brutto solo che alcune cose rimangono non chiarite, mi sembra che manchi qualcosa... forse dovrei rileggerlo una seconda volta per capirlo meglio. Come già avete detto voi molti sono i temi trattati e gli spunti di riflessione, in particolare mi ha colpito questo passo: " la maggior parte di noi non può correre qua e là notte e giorno, parlare con tutti conoscere tutte le città della terra, non abbiamo tempo, denaro e nemmeno tanti amici. Le cose che voi cercate Montag sono su questa terra, ma il solo modo per cui l'uomo medio potrà vederne il novantanove per cento sarà un libro"
Questo passo mi è tornato in mente spesso in questi giorni perché è proprio questo che per me rappresenta un libro, leggere ti permette di evadere, pensare, conoscere realtà diverse, perfino viaggiare nel tempo ed è questo che più mi piace di un libro.
Il rapporto tra Montag e la moglie mi ha fatto provare davvero tristezza, e lo trovo molto realistico, anche oggi si vedono coppie che sono sposate, vivono insieme eppure ognuno è preso dai propri problemi, ci si ignora e non sia arriva neanche a ricordare perché si è insieme
Tutto sommato un libro che vale la pena di leggere, bisogna solo superare lo scoglio dello stile...


È lo stesso valore che do anche io ai libri, tramite la lettura non si acquisiscono solamente nozioni, ma si conoscono posti, tempi, usanze, si viene a contatto con modi di pensare diversi dal nostro, facendoci portare a riflessioni e considerazioni per le quali nella quotidianeitä di tutti i giorni magari non troveremmo sempre lo spunto. Ma purtroppo anche il tempo e i soldi per leggere tutto quel che sarebbe bello leggere non sono abbastanza :pinch: :pinch:

La figura della moglie secondo me è molto ben riuscita, esprime al massimo la perdita di contatto con la realtà a cui stiamo andando sempre più incontro. La vita di tante persone è scandita da programmi televisi e dalle notizie sulle vite di chi fa parte di quel mondo, per i quali si prova molto più interesse di quello provato nelle persone reali, con cui si vive la vita di tutti i giorni. Programmi televisivi e cinema possono essere sicuramente un hobby o una passione come la lettura, ma spesso mi sembra sfoci in qualcosa di oltre, fino a perdere la percezione delle cose a cui bisognerebbe dare effettivamente importanza, a cui bisognerebbe forse dedicare effettivamente più tempo ed attenzioni.
Rispondendo a Guido, sì, forse l´autore voleva mettere le due figuere in contrapposizione, ma non so se ci è riuscito pienamente. Alla fine è la moglie ad essere quella determinata e sicura di quel che vuole: magari avrà il cervello spappolato, però è convinta, determinata a voler continuare a vivere quella vita; mentre Montag non è affatto sicuro di questo tentativo di ribellione che forse vuole intraprendere, si pente in più punti di quello che ha fatto, continua a trovare incredibile che si sia svolto tutto cosi velocemente, senza che se ne accorgesse, quasi senza che effettivamente l´avesse voluto; e spesso afferma come vorrebbe tornare indietro. In questo senso la figura di Winston di 1984 è molto più riuscita, incarna realmente la figura di colui che vuole ribellarsi al sistema, con convinzione e determinazione. Montag, come ribelle, lascia un po´ a desiderare :lol: È guidato dall´instinto, gli sudano le mani, non ha il controllo sulle sue azioni, ma razionalmente non sembra consapevole di cosa voglia fare.
Ringraziano per il messaggio: guidocx84

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12/02/2017 19:42 #47 da Librotta
Ho appena finito il libro e mi è piaciuto molto.
Ho cercato di pensare che se qualcuno volesse bruciare i miei libri,per me sarebbe terribile!
Gli incendiatori di libri,li ho identificati come persone contro la cultura in generale,quasi un voler tornare ad essere analfabeti.

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12/02/2017 22:30 #48 da vanna
Risposta da vanna al topic Febbraio 2017 - Fahrenheit 451
Finito il libro con fatica e noia, non mi ha entusiasmato anche se riconosco affronta problematiche attuali su cui è stato scritto tanto, sono anche per me quelle citate da Novel 67 con cui concordo più o meno in tutto . Quando il libro nel 1953 fu pubblicato costituì sicuramente un pronostico per la futura società e oggi possiamo constatare che le previsioni si sono avverate. Certo sottolinea l'importanza dei libri che aiutano l'uomo ad essere libero, a pensare con la sua testa, ad avere compagni di viaggio in universi sconosciuti, a conoscere tutti gli sforzi che sono stati fatti in passato per poter giungere alla civiltà odierna, questo per me è l'aspetto principale e che ho apprezzato, ma l'atmosfera che aleggia soprattutto nella seconda parte della storia è cupa, grigia, intristisce e non ti senti stimolato a proseguire. Sono però contenta di averlo letto!
Ringraziano per il messaggio: Novel67

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12/02/2017 22:47 - 12/02/2017 22:54 #49 da Blue
Risposta da Blue al topic Febbraio 2017 - Fahrenheit 451
Ho terminato la lettura da un po’ e devo dire che Bradbury, come molti hanno già sottolineato, offre diversi spunti di riflessione (anche se non li approfondisce). Interessante è la sorprendente attualità del contesto sociale descritto. Il libro è stato scritto nel dopoguerra, periodo in cui il diffondersi della televisione determina cambiamenti sociali, familiari e culturali. Non a caso Bradbury ne fa il mezzo dell’alienazione sociale, il surrogato dei rapporti interpersonali, lo strumento del governo per imporre le regole e distrarre dalle “questioni importanti”, come la censura e le limitazioni alle libertà personali. Non dimentichiamo che si è in piena guerra fredda e la paura di un attacco nucleare va di pari passo con quella del “comunismo” che veniva combattuta dal governo americano anche attraverso attività repressive interne. Oggi alla televisione abbiamo sostituito la rete, con i social network , i blog ecc, che ci fanno essere sempre connessi e contemporaneamente sconnessi, abbiamo a disposizione un numero infinito di informazioni che ci danno l’impressione di essere “ben informati”, insomma lo scenario è cambiato ma la sostanza delle cose rimane quella descritta nel libro.
Non credo che Bradbury avesse la sfera di cristallo, ma la semplice consapevolezza che "a quanto sembra, noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte". E’ ciò che Granger dice a Montag paragonando gli uomini alla Fenice, che in eterno brucia e risorge dalle proprie ceneri.
Tuttavia la lettura non mi ha entusiasmato più di tanto, forse per quel susseguirsi di eventi e personaggi solo accennati che dava un senso di incompiutezza al racconto. È come ha detto Reba91 la storia “ lascia la sensazione finale che qualcosa che doveva accadere non sia accaduta o che non si sia compreso a pieno qualche frase del romanzo”. E’ come se Bradbury avesse applicato al suo racconto la superficialità tanto contestata alla società.
Ultima Modifica 12/02/2017 22:54 da Blue.
Ringraziano per il messaggio: Novel67

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13/02/2017 09:23 #50 da Elle
Risposta da Elle al topic Febbraio 2017 - Fahrenheit 451

bibbagood ha scritto:
La figura della moglie secondo me è molto ben riuscita, esprime al massimo la perdita di contatto con la realtà a cui stiamo andando sempre più incontro. La vita di tante persone è scandita da programmi televisi e dalle notizie sulle vite di chi fa parte di quel mondo, per i quali si prova molto più interesse di quello provato nelle persone reali, con cui si vive la vita di tutti i giorni. Programmi televisivi e cinema possono essere sicuramente un hobby o una passione come la lettura, ma spesso mi sembra sfoci in qualcosa di oltre, fino a perdere la percezione delle cose a cui bisognerebbe dare effettivamente importanza, a cui bisognerebbe forse dedicare effettivamente più tempo ed attenzioni.


La penso esattamente come te. La figura della moglie rispecchia molto la società di oggi, in cui sento persone che "hanno il weekend impegnato visto che c'è Sanremo" o altri "si sta sera ci sono tanto in tv non c'è niente di interessante". Per fortuna ci sono anche persone che mi fanno fare le 4 del mattino a parlare di tutto. L'alienazione prodotta dalla tv, la costrizione alla passività, e quei programmi tipo "guarda persone che guardano programmi" ci conduce a una vita da osservatore e non da attiva persona pensante.
I libri ci spingono a questo, a pensare, a sognare una vita migliore e la società che in questo libro mi ricorda moltissimo 1984 in cui ti dicono "se non pensi non crei differenze e se non crei differenze non crei discussioni che creano violenza", sembra un discorso logico e invece nasconde la più terribile delle mancanze, quella del libero arbitrio.

Per quanto riguarda il fatto che molti di voi l'anno trovato noioso e difficile secondo me deriva dalla traduzione, bisognerebbe provare una traduzione attuale con termini più colloquiali. Anche io, soprattutto dopo il libro di Goliarda, mi sono ritrovata a dover fare "fatica" a leggere, ma dopo un poco mi ci sono abituata e il testo è ritornato scorrevole. Sottolineo che comunque anche io preferisco testi con un linguaggio più volgare (inteso come più popolare).

E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine? Dumas padre

"L'ecologia è la compresione delle conseguenze" Liet Kynes, Dune

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Come libro del mese di settembre, qualche libro di amos oz?

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Buongiorno a tutti :P ! Appena iscritta...devo ancora capire come funziona....ma...credo sia molto interessante! :) Spero di poter condividere delle buone letture! A presto!Ketty

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Ciao! Io sono Claudia e mi piacerebbe leggere in vostra compagnia lol

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