Ho recuperato questo piccolo libro per un progetto che stiamo facendo a tema letteratura e amicizia, il libro di Uhlmann ci è sembrata una storia che potesse affrontare il tema in un modo un po´diverso dal solito e a fine lettura posso confermare questa idea. Forse avevo aspettative un po´troppo alte essendo molto famoso (direi paradossalmente più famoso in Italia che in Germania) e quindi mi aspettavo forse qualcosa in più, ma forse perchè ero molto concentrata sul tema dell´amicizia e mi interessava meno il contorno. Contorno che invece è descritto molto bene: abito a Stoccarda da 10 anni ed è stato veramente bello ritrovarmi nelle vite, nei palazzi, così ben descritti dall´autore, soprattutto per quel che rappresentano: quell´orgoglio di tutta la storia e la cultura che è nata qui e che è passato in secondo piano nel momento in cui si associa la Germania al nazismo e alle sue macerie e basta. Penso l´autore sia riuscito benissimo a descrivere l´evoluzione di sentimenti di quel periodo, cosa che risulta più sconcertante e shockante se se ne parla parlando ci come cambia l´atmosfera a scuola: un´abitudine instauratasi con la crescita, si va tutti i giorni in un luogo famigliare, tra persone che ci si conosce, sicuri della sicurezza che un punto fisso come la scuola dà; e invece improvvisamente quegli stessi amici, compagni con cui si è cresciuti non li riconosci più e la scuola, da luogo sicuro, diventa un luogo da cui fuggire.
Il rapporto tra Hans e Konradin è a tratti forse morboso e mi ha convinto di più nel momento in cui Hans smette di ruotare nell´orbita di Konradin e decide da subito che non è disposto a farsi trattare così e nel momento in cui Konradin si spiega e afferma che lo sta proteggendo dalla madre. Quel che mi perplime è però la convinzione di Konradin di pensare che il sacrificio dell´ amico sia comunque necessario a far sì che Hitler possa effettivamente salvare la Germania e le due righe finali mi hanno soddisfatto meno di quanto evidentemente hanno soddisfatto voi, visto che non si sa bene cosa possa avergli fatto cambiare idea: sicuramente ci sono stati tedeschi che all´inizio confidavano in Hitler e che nel momento in cui hanno capito effettivamente cosa sarebbe accaduto, si son rivoltati, ma nel caso di Konradin lui ritiene giusto che l´amico emigri in America perchè è ebreo. Bo.
Ho iniziato la prima parte del secondo libro per conoscere la prospettiva di Konradin e trovare una spiegazione ma ho letto veramente troppa letteratura su questo periodo e ho deciso che il mio interesse non era tale da continuare la lettura
Comunque ho sottolineato alcune parti in cui l´autore esprime bene l´ingenuità e la purezza di quell´età, in cui ci si accontenta di poco, non si vuole conoscere il senso della vita ma è soltanto sapere come godersela e stare bene, senza compplicarsela.
Non me lo avevano fatto leggere a scuola ma penso sia una lettura perfetta da fare, anche a elementari e medie, e che sia più attuale che mai. Purtroppo dal 7 ottobre c´è una polarizzazione assurda sull´identificare il giusto e lo sbagliato in base all´"etnia" di una persona, senza pensare effettivamente a chi è quella persona e un libro così spiega bene di come stiamo parlando di persone e dovremmo evitare di farci guidare dalle idee per stigmatizzare e generalizzare il nostro modo di comportarci. Ma se dopo tanti anni i comportamenti si ripetono ciclicamente, evidentemente è una cosa propria della natura umana in cui l´evoluzione e la cultura non possono aiutarci.