Le tematiche da affrontare relativamente a questo "dilemma morale" che ci poniamo sono tante.
Provo ad elencarle di seguito e ad approfondirle un po'.
Perché parlo di "dilemma morale"? Premetto che, come voi, utilizzo Amazon frequentemente, sia per la mancanza di tempo, sia per la convenienza, sia per il fatto che non amo i centri commerciali.
Via via ciascuno di noi si è avvicinato al mondo degli e-commerce. Ci abbiamo preso confidenza. Ci è piaciuta la velocità con cui ricevere a casa ciò che vogliamo. "Compra in un click" e via!
Come me, milioni di altre persone acquistano sempre di più su Amazon. Vi siete chiesti però perché Amazon ha i prezzi migliori? Come mai ogni volta che siete interessati ad un oggetto e lo vedete a giro, su Amazon costa la stessa cifra o addirittura meno?
Il concetto di
economia di scala credo sia chiaro a tutti. Se sono un rivenditore di elettronica e acquisto dalla casa produttrice 10 dispositivi da vendere nel mio negozio, sicuramente mi costeranno di più che alla catena nazionale di negozi che ne compra 100.000 che a sua volta li pagherà di più di Amazon che ne compra 1.000.000.000 e li vende in tutto il mondo.
In tal caso Amazon si potrebbe permettere semplicemente il lusso di marginare di più del negoziante e invece non gli basta.
Pare infatti che Amazon implementi il
dumping dei prezzi. Il dumping è una discriminazione internazionale dei prezzi che si verifica quando si mettono in vendita beni ad un prezzo minore del prezzo vigente nel suo mercato interno.
Questo uccide letteralmente la concorrenza che non solo paga di più ciò che compra dai produttori (e quindi margina meno) ma addirittura non riesce a marginare perché non può competere con chi fa dumping.
Per permettersi di agire in questo modo però bisogna "fare efficienza" da qualche altra parte... guadagnare altrove insomma, non dalla vendita dei beni ma da tutto il resto...
Ed ecco che Amazon guadagna innanzi tutto dalla borsa, che è attratta e "premia" le aziende della New Economy che si comportano da monopoliste.
Inoltre viola leggi statali e regionali (leggendo in rete troverete svariati articoli che riportano che Amazon deve all'Unione Europea milioni di euro di tasse non versate).
Infine, ultimo aspetto ma non certo per importanza, ci sono i rapporti di lavoro sottopagati ed umilianti.
Continuando ad alimentare questo mercato, nel giro di qualche anno migliaia di negozi saranno costretti a chiudere. Famiglie intere si troveranno sul lastrico. E quando Amazon sarà lì, da solo, monopolista, potrà decidere di agire in quanto tale modificando la sua politica dei prezzi ed imponendoci prezzi molto più alti di quelli odierni. E quando cercheremo gli stessi oggetti nei negozi non li troveremo perché non troveremo più i negozi!
Li chiamano
I PARADOSSI DELLA NEW ECONOMY
(questo è un libro che ne parla che sembrerebbe interessante...)
E qui mi riallaccio al "dilemma morale" di cui parlavo prima. Come facciamo ad uscire da questo schema noi che ne siamo dentro?
Piccolo commento sul caso specifico della casa editrice E/O. Per molto tempo i loro libri sono stati in vendita su Amazon. Per molto tempo questa casa editrice, a differenza di altre, ha deciso di "piegarsi" (come facciamo noi stessi acquistando...) al potere di Amazon. Secondo me questa inversione di tendenza è ammirevole in quanto ci dimostra che sì, possiamo esserci fatti trascinare dentro il turbinio e la frenesia degli acquisti compulsivi su questi e-commerce, ma siamo pur sempre esseri umani dotati di cervello e possiamo decidere come uscirne, se uscirne o comunque quando utilizzare questi e-commerce e quando no.
Poi un dibattito parallelo (che influenza quanto sopra) potremmo aprirlo sulla frenesia delle nostre vite, che non ci lascia più tempo per fare nulla e ci porta a fare scelte che magari, in situazioni diverse, non avremmo fatto...