Ho letto con molta attenzione questa conversazione e ho riconosciuto nei messaggi della mia professoressa di italiano delle superiori (Vanna) il suo metodo. Sono fiero di dire che con me ha funzionato.
Fiero perché non leggevo e avendo avuto "carta bianca" ho iniziato a leggere.
Ho iniziato con "non libri", così come li definisci tu Lorenzo (anche se credo che questa definizione sia troppo soggettiva), per proseguire con libri Fantasy (che facevano storcere il naso alla mia prof... alla quale ricordo che non sono mai piaciuti)... e poi, continuando il ciclo fantasy, ho scoperto Calvino, i cui racconti non erano proprio dei fantasy... ma conoscere Calvino mi ha fatto conoscere tutte le opere di Calvino e via via mi sono appassionato (apparentemente DA SOLO) alla lettura... evento che negli anni ha addirittura portato alla nascita di questo Club del Libro on line e di tutto quello che ci lega e che ben conoscete!
Dico "apparentemente da solo" perché in realtà, dietro a tutta la mia volontà di leggere, c'era la prof e il suo metodo.
Quindi, per quanto mi riguarda, l'opinione è ferma e decisa: leggere qualunque cosa, purché si legga! E leggere su qualunque supporto! Purché si legga! L'appetito viene mangiando! Si inizia con le patatine fritte e, dopo qualche anno, ci si scopre amanti del tartufo

E' normale, i gusti cambiano, si cresce. Però è importante INIZIARE!
Francis secondo me hai fatto bene. Ovviamente è giusto, come è stato detto, iniziare a suggerire via via libri sempre più "libri"... affinché gli orizzonti del lettore si allarghino.
Sul tema delle recensioni, dei riassunti e via discorrendo... dico francamente che non mi sono mai piaciuti! Li ho sempre vissuti come una forzatura. Capisco il ruolo del professore che è anche quello di capire se lo studente ha letto o no un libro. Però ho sempre gradito di più l'approccio verbale a quello scritto. Spronato a parlare di un libro, ne parlerei per ore e credo che possa essere sufficiente a capire se uno lo ha letto o no

Ciò non toglie che lo studente possa poi sentire l'esigenza di fissare su carta le sue idee, però anche in quel caso secondo me non dovrebbe essere una forzatura. Perché imporre di scrivere di un libro è una forzatura ancor più grande di imporre di leggere un libro e si legano a tal punto che potrebbe avvenire il rifiuto della lettura in quanto correlato al "mega-rifiuto" di dover scrivere delle lettura, con conseguente ricerca su Internet del materiale da copiare
E comunque... grazie Vanna!