Io sono dell'idea che un artista debba essere valutato nella sua arte e basta. Quando si fa riferimento anche alla vita personale, automaticamente entra in gioco la componente emozionale che ha più valore del prodotto artistico stesso. Ho avuto modo di rendermi conto della cosa qualche anno fa, quando il cantante dei Noir Désir fu condannato per l'omicidio della compagna. A quel tempo era parecchio famosa la canzone "Le vent nous portera" e piaceva a tutti quelli che conoscevo, ma appena si seppe della condanna i giudizi sulla canzone furono stravolti o, per meglio dire, la maggior parte dei miei conoscenti sentenziò più o meno questo: "sì, la canzone sarebbe carina, ma lui è un uomo orribile e quindi niente da fare". Per i miei gusti questo tizio ha scontato anche poco (darei l'ergastolo a vita a tutti quelli che commettono omicidi efferati), però la canzone continua a piacermi e, tra l'altro, è l'unica che conosco del gruppo. Insomma, non mi sento di condannare la canzone per via del cantante della band.
E' anche vero che quando un'opera mi piace, i risvolti sulla vita del suo autore possono accrescere il valore che quell'opera ha per me. Per esempio, adesso sto leggendo David Copperfield e in passato ho letto altro di Charles Dickens, ma mai la sua biografia. Da un mesetto, avendo letto qualcosa della sua vita, mi sono resa conto che la sensibilità che trovo in lui deriva da esperienze vissute e che alcuni suoi romanzi, su determinate cose, hanno qualcosa di autobiografico. Insomma, a me lui già piaceva ma ora di più, questa "scoperta" ha accresciuto il valore della sua scrittura ai miei occhi. Diverso, invece, è il caso di Martin Eden di Jack London che sto leggendo in contemporanea: anche qui alcune cose sono autobiografiche a quanto ho appreso leggendo la biografia a inizio libro, eppure non ha aggiunto proprio nulla forse perché quest'opera non mi sta ancora prendendo (e penso che non mi prenderà mai).
In linea generale, comunque, preferisco prima leggere l'opera e solo dopo la vita. Preferisco farmi una mia idea sul romanzo (o qualsiasi altro prodotto artistico) e, successivamente, ampliarla -se mi va- con commenti, biografia, prefazioni, ecc.. Ogni tanto, però, mi capita di leggere per prima cosa la biografia se è un libro scelto per un gruppo di lettura o se non conosco il periodo o l'autore.
Per quanto riguarda il discorso che faceva Davide, sono d'accordo. Spesso e volentieri quando leggiamo un libro non diamo lo stesso significato dell'autore. Leggere è di fatto una "interpretazione" e una "traduzione" perché rapportiamo ciò che leggiamo a quello che è il nostro vissuto, le nostre conoscenze, la nostra esperienza, i nostri schemi mentali. Pertanto, come ogni traduzione, si perde qualcosa strada facendo o si cambia qualcosa. E' normale, la traduzione non è mai precisa al 100%.
Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.
Otello - William Shakespeare