Nel salotto di Madame Villeparis, il nostro narratore assiste a una discussione fra il suo amico Bloch, innocentista e l’ambasciatore M. Nerpois, colpevolista, sul caso Dreyfus.
Alla discussione man mano partecipano gli alti invitati, tutti si schierano dalla parte di Nerpois, credono nella colpevolezza di Dreyfus e sono tutti antisemiti.
Ho pensato di riportare notizie sul caso Dreyfus, molti lettori magari non ne hanno neppure sentito parlare, quindi prendo a “prestito” ciò che viene scritto sulla II e III di copertina dal libro di Emile Zola, “Il caso Dreyfus”, Ed. Serra e Riva, dove lo scrittore lancia il suo famoso “L’Accuse” contro il presidente della Repubblica Francese dell’epoca.
“il 13 gennaio 1898 il giornale parigino “L’Aurore” esce con uno “scoop” clamoroso. Un popolare romanziere, Emile Zola, scrive una lettera aperta al presidente della repubblica, in cui accusa personalità militari e politiche di aver organizzato e coperto la condanna di un innocente. Non è il primo, né l’ultimo articolo di Zola sull’argomento: m questa volta lo scrittore ha deliberatamente il codice e le leggi della stampa. Finirà in tribunale grazie al suo articolo e al suo processo l’opinione pubblica, viene a sapere, si spacca, scoppia un ‘caso’. Un intrigo di palazzo che fino a quel momento si era riusciti più o meno a contenere, senza troppa pubblicità, tra ministero della guerra e vertici militari, diventa ora una miscela esplosiva: un crogiolo in cui si fondano l’odio antisemita, l’ossessione delle spie, l’onore dell’esercito, la corruzione dei vertici dello stato, la degenerazione dell’amor di patria, il potere dei mezzi di informazione di massa, la levata di scudi degli intellettuali.
[omissis….]
Tutto è incominciato nel settembre del 1894, quando il capitano Alfred Dreyfus, sulla base di prove inconsistenti, è accusato di alto tradimento e condannato all'ergastolo. Si pensa che abbia fornito segreti militari ai tedeschi. Più tardi il vero colpevole, un certo maggiore Esterhazy, giocatore e lenone, contro ogni evidenza, e l’onesto Dreyfus confermato colpevole.”
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)