Ho terminato ieri la lettura di
Udolpho, contento di aver completato l’intero percorso, un poco triste per aver dovuto alfine dire “addio” a un libro che mi ha fatto buona compagnia per un mesetto circa.
Le mie impressioni, largamente positive, sono quelle che già ho avuto modo d’esprimere.
A completamento dell’opera, ho letto anche le pagine del breve saggio introduttivo (ed. BUR). Ecco perché non amo i saggi: spesso suscitano curiosità e interesse con tesi ardite cui mai avresti pensato, esprimendole però in una maniera così concettualmente oscura e lessicalmente contorta, da lasciar la sensazione di non averci capito un bel nulla

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In ogni caso, si parlava del rapporto e dell’influenza della Rivoluzione Francese sull’opera della Radcliffe, edita appunto in quel periodo. Ora, durante la lettura di quello che apparentemente sembrerebbe un romanzetto, io non ho colto (per limiti miei) alcun elemento atto a stabilire una connessione con un evento storico così rilevante. Però, a mo’ di commento finale, mi sentirei di dire che
Udolpho ha esercitato su di me e sul mio stato d'animo un piccolo rivolgimento, che probabilmente sarà presto sopito e dimenticato, ma di cui per qualche istante ho percepito chiaramente l’influsso.
Perché per un mese è come se fossi stato catapultato in un mondo irreale, pauroso e consolatorio al tempo stesso, tra grandiosi scenari di cartapesta, figurine stilizzate, capanni abbandonati, castelli diroccati, cieli stellati e dolci sottofondi musicali. Visto il periodo, è stato un po’ come esser parte d'un presepe: sai che nulla di ciò che ti circonda è vero, e sai anche che tutto ben presto sparirà: ma per un attimo, per un solo attimo, ci hai creduto e ci hai sperato, e hai sentito d'essere anche tu testimone di uno straordinario spettacolo.
Così, ieri sera, appena chiuso il libro, sono stato per qualche minuto seduto accanto alla finestrella di una torre abbandonata, a contemplare un tramonto luccicante sulle onde del mare, sulla cima delle montagne e sui boschi sottostanti, e a suonare le corde di un liuto, in attesa del sorgere della luna. E a dire addio ad ognuna delle amate figurine. Poi è calata l'oscurità, e tutto si è dissolto ...
Per concludere ringrazio i miei compagni di viaggio e Claudia, per aver proposto questa piacevole maratona. E se nessun altro fosse intenzionato a farlo, mi prenoto per una recensione.