Il miglioramento continuo (Kaizen), così come è applicato nelle organizzazioni, è un prestito alla cultura giapponese (che riceve) da parte della cultura manageriale americana (che dona). Più precisamente Kaizen nasce dall'accoglienza in Giappone dell’idea di Taylor del management scientifico.
Deming, col suo ciclo di miglioramento PDCA (Plan Do Check Action), si muove nel solco di Taylor, che vede il lavoro produttivo come un campo di ricerca (Genba, dicono i giapponesi) e applica una forma di standardizzazione del lavoro di miglioramento e di crescita delle competenze di processo. La cultura giapponese, propensa al sincretismo, ha accolto con grande rispetto, disponibilità e disciplina il management scientifico, sviluppando ulteriori perfezionamenti che vanno oltre Deming, come quello del
lean thinking.
Il Kaizen in azienda è un mix di metodo scientifico occidentale e disciplina giapponese. Applicando il modello di Edgar Schein di “cultura aziendale”(ma potremmo estenderlo alla cultura di un Paese) la cultura giapponese ha accolto da quella americana il concetto del miglioramento continuo dei processi di produzione, grazie ad alcuni valori fortemente interiorizzati da millenni: il rispetto per l’interlocutore (in questo caso il cliente) e la disciplina nell’apprendimento (insita nel concetto Kaizen).
Ma, come ha osservato negli anni ’90 l’economista Aoki Masahiko, nella cultura giapponese esistevano altri valori che si opponevano ai principi della Qualità Totale. Uno di questi è descritto dall’antropologa giapponese Nakane Kie che spiega la struttura verticale della società giapponese in cui prevale sempre la coesione “verticale” lungo la gerarchia, piuttosto che la collaborazione “orizzontale”, interfunzionale” lungo la direzione dei processi collaborativi. In altre parole, a differenza di quanto s pensa, la cultura giapponese non è una buona premessa alla cooperazione tra reparti diversi (
cross functional) che è alla base del TQM. Tale collaborazione è ottenuta, con uno sforzo di progettazione organizzativa, attraverso la creazione di alcuni “artifacts” che vanno dai famosi “7 strumenti” della Qualità , allo sviluppo dei percorsi di carriera, agli uffici open-space interfunzionali, al metodo dei circoli della qualità eccetera.
Quindi, riassumendo,
Kaizen è un originale
mash-up di cultura Giapponese e Americana. Esso si fonda su alcuni tratti culturali del Giappone e su alcuni artefatti volti a favorire i processi collaborativi necessari alla collaborazione lungo tutto il processo centrato sul cliente. Tali artefatti rendono possibile il successo nell’implementazione e nell’esecuzione della qualità totale anche in paesi di cultura molto diversa.
Vorrei suggerire la lettura di un
mio contributo ad Harvard Business Review
Italia sull’origine Tayloristica dell’approccio giapponese alla produzione. Nell’articolo sottolineo che la storia delle idee presenta flussi di pensiero tra una cultura e l’altra. E quello che il Giappone ha accolto da Taylor e Deming è stato coltivato e rielaborato in modo originale, ad esempio da Ohno Taiichi, per essere a sua volta accolto coltivato e rielaborato in USA.
Un mondo aperto si giova delle ibridazioni delle culture e degli scambi di conoscenze. A volte sembriamo dimenticarcene e vedere barriere invalicabili tra una cultura e l'altra.
www.slideshare.net/viceconte/harvard-bus...raneo-di-nome-taylor