Giovedì, 16 Aprile 2026

La Signora Dalloway

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21/03/2016 15:26 #23385 da Katya
Risposta da Katya al topic La Signora Dalloway
Visto che c'è sempre qualche libro nuovo da leggere....e non vi dico nemmeno di chi è la colpa :angry: ...mi sono messa d'impegno oggi e ho finito la lettura della Signora Dalloway. Appena ho un attimo di tempo mi impegnerò con le mie riflessioni. L'unica cosa che voglio dirvi adesso che leggendo soprattutto arrivando alla fine sembra che il racconto immetta dentro anni e non sia il racconto di una semplice giornata e non mi riferisco solo ai ricordi ma ad alcuni cambi e sensazioni che cambiano nella lettura.

Un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.

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22/03/2016 17:32 #23409 da EmilyJane
Risposta da EmilyJane al topic La Signora Dalloway
Finalmente finito ieri sera!!! :laugh: :laugh: :laugh:
Devo ammettere che alla fine sono riuscita ad apprezzarlo di più, da metà in poi diciamo che "decolla" un attimo. E' meno scorrevole rispetto a Orlando ma più profondo quindi alla fine mi è piaciuto di più.

bibbagood ha scritto: Sì, con personaggi negativi non mi riferisco al fatto che possano mandare messaggi negativi, ma che non sono figure che emanano positività...mi sembra siano un po´ tutte superficiali, oppure tristi, o insoddisfatte, o che si fanno trascinare dagli eventi senza prendere in mano la loro vita. La stessa Sally, che appare in realtà felice, secondo me viene presentata come una persona più viva rispetto alle altre, ma che con il tempo è andata spegnendosi omologandosi un po´...e forse la sua felicità è dovuta proprio all´aver perso quell´energia interiore che aveva da giovane. Forse sono io che ho avuto un´impressione veloce di questa cosa e in queste settimane da cui ho finito la lettura questa sensazione si è rinforzata esagerandosi, perchè in effetti ricordo che nel libro lei dice di quanto sia fiera di aver sposato uno di condizione sociale inferiore alla sua, però bò, è come se lei adesso non fosse più la ragazza ribelle di una volta perchè ha 5 figli (mi sembra) che vanno a Eton, ha il suo giardino di cui prendersi cura e gli eventi mondani a cui ogni tanto partecipa...e la chiave della sua felicità sta in questa condizione di moglie e madre.


Io non ho avuto questo pensiero anzi, l'ho trovata veramente molto felice e sempre piena di energia. Non è che sposandosi e avendo figli una donna debba perdere per forza la propria originalità, secondo me lei ha trovato un uomo che le permette di essere se stessa, libera. Libera anche dalle costrizioni della società visto che se n'è andata da quel bel mondo fatto tutto di apparenze e regole di Clarissa. Il fatto che Sally continui ad essere spontanea è dimostrato anche dal fatto che si presenta alla festa senza invito e poi continua ad additare i partecipanti per farsi dire da Peter chi sono, in barba a tutti i benpensanti della buona società. :laugh:

Nemmeno Elizabeth mi è sembrata così moscia, semplicemente schiacciata da una madre e da una società tutta "forma" e spesso ripete anche lei che vorrebbe essere in campagna, essere libera. Il fatto stesso che non riesca a capire cosa le piaccia, secondo me non è pigrizia ma perchè non ha mai avuto la possibilità di poter scegliere.

Se devo essere sincera le uniche due negative sono proprio Clarissa, la altezzosa, superficiale, snob e ipercritica Mrs Dalloway, e il suo estremo opposto, la gretta e rancorosa Miss Kilman.

Peter Walsh mi piace abbastanza, è un eterno Peter pan a cui piace sfarfallare di qua e di là, ma è di buon cuore e secondo me è stata una grazia per lui che Clarissa non l'abbia sposato, ne sarebbe morto asfissiato.

Septimus poi è un uomo intelligente, ma distrutto dalla guerra e dalla morte del suo amico: è afflitto da stress post-traumatico da guerra e la sua morte secondo me è più da ricondurre alle visioni, alle allucinazioni che ha, che non a una depressione. Sua moglie gli vuol bene, cerca di fare il meglio possibile per lui ma certamente non è una situazione facile questa. Oltrettutto è sola in un paese straniero.

Insomma alla fine che non mi piace per nulla è proprio Mrs Dalloway, non la sopporto, è vuota, trova sempre qualcosa di negativo da pensare sugli altri; con il marito (sant'uomo) non ha chissà qual rapporto perchè lei con la sua freddezza l'ha allontanato ma l'importante è apparire e questo lei lo fa al meglio. Si rammarica a volte di non aver sposato Peter Walsh ma poi critica anche lui. Ha paura che la figlia le venga "rubata" da Miss Kilman ma non mi pare che faccia qualcosa per farsi ben volere da ella.

Mi sono segnata delle frasi che mi sono piaciute abbastanza ma ora non le ho a portata di mano perciò le posto domani.

"Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato" (Il signore degli anelli - Tolkien)

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23/03/2016 18:16 #23438 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic La Signora Dalloway

EmilyJane ha scritto: Io non ho avuto questo pensiero anzi, l'ho trovata veramente molto felice e sempre piena di energia. Non è che sposandosi e avendo figli una donna debba perdere per forza la propria originalità, secondo me lei ha trovato un uomo che le permette di essere se stessa, libera. Libera anche dalle costrizioni della società visto che se n'è andata da quel bel mondo fatto tutto di apparenze e regole di Clarissa. Il fatto che Sally continui ad essere spontanea è dimostrato anche dal fatto che si presenta alla festa senza invito e poi continua ad additare i partecipanti per farsi dire da Peter chi sono, in barba a tutti i benpensanti della buona società. :laugh:

Nemmeno Elizabeth mi è sembrata così moscia, semplicemente schiacciata da una madre e da una società tutta "forma" e spesso ripete anche lei che vorrebbe essere in campagna, essere libera. Il fatto stesso che non riesca a capire cosa le piaccia, secondo me non è pigrizia ma perchè non ha mai avuto la possibilità di poter scegliere.

Se devo essere sincera le uniche due negative sono proprio Clarissa, la altezzosa, superficiale, snob e ipercritica Mrs Dalloway, e il suo estremo opposto, la gretta e rancorosa Miss Kilman.

Peter Walsh mi piace abbastanza, è un eterno Peter pan a cui piace sfarfallare di qua e di là, ma è di buon cuore e secondo me è stata una grazia per lui che Clarissa non l'abbia sposato, ne sarebbe morto asfissiato.

Septimus poi è un uomo intelligente, ma distrutto dalla guerra e dalla morte del suo amico: è afflitto da stress post-traumatico da guerra e la sua morte secondo me è più da ricondurre alle visioni, alle allucinazioni che ha, che non a una depressione. Sua moglie gli vuol bene, cerca di fare il meglio possibile per lui ma certamente non è una situazione facile questa. Oltrettutto è sola in un paese straniero.

Insomma alla fine che non mi piace per nulla è proprio Mrs Dalloway, non la sopporto, è vuota, trova sempre qualcosa di negativo da pensare sugli altri; con il marito (sant'uomo) non ha chissà qual rapporto perchè lei con la sua freddezza l'ha allontanato ma l'importante è apparire e questo lei lo fa al meglio. Si rammarica a volte di non aver sposato Peter Walsh ma poi critica anche lui. Ha paura che la figlia le venga "rubata" da Miss Kilman ma non mi pare che faccia qualcosa per farsi ben volere da ella.


Allora...per quanto riguarda Elizabeth, la Woolf descrive i pensieri della ragazza, i suoi sogni, le cose che la affascinano e incuriosiscono...e conclude il pensiero dicendo: " Ma purtroppo era pigra". Ho avuto in ogni caso una sensazione di passività anche nella descrizione dei pensieri stessi e non solo di come si comporta davanti alla madre o alla festa. Mi sembra che i suoi sogni siano più che altro qualcosa con cui occupare i pensieri per un po´, ma non le danno la forza necessaria per aspirare a raggiungerli. Mi sembra la sua figura sia contornata da un alone di apatia totale.
Su Septmus, Clarissa e la signora Kilman siamo d´accordo, soprattutto su queste due condivido appieno la tua descrizione, come al solito ben più riuscita della mia ;) sulla moglie di Septimus non mi hai convinto molto e neanche tanto su Sally,ma vabeh.
Su Peter Walsh invece ho ancora da ridire :laugh: Dici appunto che è stato fortunato a non sposare Clarissa, sottolineando tu stessa che ciò non è dipeso da lui, visto che si fa trascinare sempre un po´ dagli eventi. Essendo come tu dici un eterno Peter Pan, non si prende la responsabilità della sua vita, delle sue azioni. Credo il personaggio l´abbiamo inquadrato tutte e due allo stesso modo visto che la descrizione coincide,ma io lo interpreto in un modo mentre tu in un altro. Forte :laugh: :laugh:

Sono contenta che alla fine ti sia piaciuto, hai fatto bene a tenere duro!

"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert

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24/03/2016 09:14 #23450 da EmilyJane
Risposta da EmilyJane al topic La Signora Dalloway

bibbagood ha scritto: Sono contenta che alla fine ti sia piaciuto, hai fatto bene a tenere duro!


:laugh: :laugh: Sono contenta anch'io di aver resistito. Non so se si può dire che mi è piaciuto, in sostanza non mi è dispiaciuto. :P

Riporto qualche frase che mi ha colpito particolarmente per la sua poesia e per la profondità...si sa mai che a qualcuno venga voglia di riprendere il libro in mano! ;)

"...la vita appariva a Peter Walsh come qualcosa di simile a un giardino misterioso, pieno di anfratti, meandri, nascondigli, si, un giardino incantato. Sorprendente, l'incanto di certi momenti. Momenti che ti lasciano senza respiro."

"Infatti, questa è la verità sulla nostra anima - pensò - sul nostro io, che come un pesce abita gli abissi del mare e vagola nell'oscurità, fra cespugli di alghe gigantesche, per plaghe screziate dal sole e poi di nuovo dentro il tenebrore, freddo, profondo, inscrutabile; d'un tratto però affiora alla superficie e guizza e si diporta fra le onde marezzate dal vento; e cioè, sente il bisogno, impellente, di svagarsi, civettare, attizzarsi - chiacchierando del più e del meno."

"Peter le desse pure della sentimentale. Ebbene, si, lo era, disse Sally, perché era arrivata al punto di convincersi che le uniche cose che valga la pena di esprimere sono, appunto, i propri sentimenti. L'intelligenza sofisticata è una sciocchezza. Bisogna dire, semplicemente, ciò che si sente, si prova."

"Ma come si fa a conoscersi a vicenda? Ci si incontra ogni giorno per un po'; poi non ci si vede più per mesi, per anni. Non si può che restare insoddisfatti - ne convenivano - di fronte alla scarsità dei rapporti umani. Quanto poco si conoscon le persone!"

"D'altro canto, cosa mai se ne sa, anche delle persone con cui si vive quotidianamente? Non siamo forse tutti 'carcerati'? Aveva letto una commedia, stupenda, che tratta di un carcerato che scrive sui muri della cella. E questo valeva anche per la vita, secondo lei: uno scrive sul muro. Disperando delle umane relazioni (la gente è così difficile!) lei spesso andava in giardino e i suoi fiori le infondevano una pace che gli uomini e le donne mai sapevano donarle."


I primi due pensieri sono di Peter e gli altri tre di Sally: non è un caso che solo i pensieri di questi personaggi mi siano rimasti dentro perché sono quelli che mi hanno colpito di più. Entrambi, a modo loro, portano il sole in questo romanzo nebuloso e sono ambedue una sorta di nemesi di Clarissa, hanno tutta la vitalità che a lei manca. Se non ci fossero stati penso che il romanzo sarebbe stato terribilmente piatto e deprimente. :pinch:

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24/03/2016 14:47 #23458 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic La Signora Dalloway
Complimenti alle tre eroine che hanno terminato il libro: non è impresa da sottovalutare! Oltretutto, la lettura conclusa nelle settimane antecedenti la Pasqua potrebbe valere anche come penitenza ... :)

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26/03/2016 08:48 #23496 da tiziana4
Risposta da tiziana4 al topic La Signora Dalloway
In questi giorni purtroppo ho letto pochissimo :( spero di riuscire a finirlo entro domani

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01/04/2016 18:07 #23683 da tiziana4
Risposta da tiziana4 al topic La Signora Dalloway
Finalmente ho terminato anche io la lettura! :whistle:
Per quanto riguarda l’opinione sui personaggi, quello che ho apprezzato meno è Peter Walsh: lui come ha già detto Emilyjane un eterno peter pan, che per me dopo tanti anni sente ancora il bisogno di tornare nella sua città e rivedere le stesse persone di una volta senza mai andare avanti con la sua vita e prendersi le sue responsabilità. Lo conferma anche l’ultimo paragrafo del libro in cui appunto aspetta solo di vedere Clarissa per poterla vedere di nuovo, ma non hai mai fatto niente di concreto per stare davvero con lei.

Di Clarissa più che altro non ho sopportato il modo in cui tratta sua figlia, fa la gelosa nei suoi confronti ma non prova a sistemare il loro rapporto. Il suo personaggio non mi aveva particolarmente colpita ma quando viene a sapere della morte di Septimus non sono riuscita a interpretarla. Prima è indignata dal comportamento degli ospiti che ne parlano alla sua festa e poi mentre è da sola in un’altra stanza comincia a riflettere sulla vita e sulla morte e alla fine pensa: “Ma che notte straordinaria! Si sentì proprio come lui – il giovane che si era ucciso. Fu contenta che l’avesse fatto: che l’avesse buttata via, la vita, mentre loro seguitavano a vivere.” . In questo passaggio non riesco a capire cosa provi lei mentre pensa a quelle cose, se le stia dicendo con cattiveria o se alla fine sia soddisfatta della sua vita.

Contrapposti a questi due ci sono Septimus e Rezia, che appunto non c’entravano niente con il resto della “compagnia” ma che a mio parere sono i personaggi più profondi del libro e magari anche i più significativi per l’autrice che ha voluto mostrare i pensieri degli “snob”, i borghesi, confrontati con quelli di un ex soldato e una giovane straniera che l’ha seguito per amore in un altro Paese. Anche nelle loro stranezze alla fine erano disposti a stare insieme e ad amarsi mentre gli altri continuano a vivere una vita piena agli occhi di tutti ma forse superficiale. :silly:

Non sono ancora molto abituata ad esprimere pubblicamente i miei pensieri sui libri spero di essermi spiegata bene :blush:
I seguenti utenti hanno detto grazie : EmilyJane

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02/04/2016 09:04 #23694 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic La Signora Dalloway
Ti sei spiegata benissimo, anzi, complimenti per il commento :cheer: :cheer:
Trovo interessante che anche tu, come me, hai inquadrato il personaggio di Peter Walsh come lo ha inquadrato EmilyJane,ma le sensazioni che ti ha dato sono le opposte di quelle suscitate in lei. Anche a me Peter Walsh è apparso come una persona incapace di prendere in mano la sua vita, che si fa trascinare senza prendersi responsabilità.

La frase che riporti di Clarissa è sicuramente di difficile interpretazione. Nella introduzione alla mia edizione,Nadia Fusini scrive a proposito di questo passaggio: "la vecchia signora [..] invita Clarissa ad accettare insieme alla morte di Septimus la realtà del tempo futuro, giá presente qui e ora nella sua irridimibile transitorietà. E Clarissa lo fa: assume la responsabilità di entrambi, della morte di Septimus e della vita della vecchia signora della casa di fronte, e comprende che la sola vera immortalità che ci è data è quella che consiste nella cura per ciò che é caduco. E nella reverenza, che tributa ormai senza timore alla sola autorità che riconosce-la ripetibile possibilità dell´esistenza, la potenza, la libertà e la profondità della vita stessa-che include la morte. Sì,lei acconsente, siamo gettati in un mondo di radicale finitezza." E continua di questo passo esprimendo come Clarissa in quel momento abbia avuto un momento quasi di epifania, la morte di Septimus le avrebbe fatto capire meglio il senso della vita; lo stesso Septimus aveva capito l´importanza della vita e ha voluto dare un senso ad essa rinunciandovi come qualcosa di importante, invece che andare incontro a una vita non degna di questo nome. Sicuramente però nel libro non è così chiaro e Clarissa in realtà, come dici tu, sembra piuttosto cattiva nel dire quella frase :dry:

Per quanto riguarda Septimus e Rezia, in effetti hai ragione, è l´unico sentimento vero e forte che appare nel libro e forse per quello sono messi in una prospettiva distaccata dal gruppo principale.

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03/04/2016 20:09 #23727 da Bibi
Risposta da Bibi al topic La Signora Dalloway
Oggi, con tantissimo ritardo, mi sono decisa ad iniziare questo romanzo. Sono ancora all'inizio, esattamente quando Peter lascia la casa di Clarissa, per ora mi sembra abbastanza buono. Le storie che racconta Virginia sono sempre interessanti, è il suo modo complicato di scrivere che mi frega...


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04/04/2016 08:23 #23734 da EmilyJane
Risposta da EmilyJane al topic La Signora Dalloway
Grazie Tiziana, ti sei spiegata benissimo! :)

tiziana4 ha scritto: Contrapposti a questi due ci sono Septimus e Rezia, che appunto non c’entravano niente con il resto della “compagnia” ma che a mio parere sono i personaggi più profondi del libro e magari anche i più significativi per l’autrice che ha voluto mostrare i pensieri degli “snob”, i borghesi, confrontati con quelli di un ex soldato e una giovane straniera che l’ha seguito per amore in un altro Paese. Anche nelle loro stranezze alla fine erano disposti a stare insieme e ad amarsi mentre gli altri continuano a vivere una vita piena agli occhi di tutti ma forse superficiale. :silly:


Concordo, questi due personaggi danno profondità al libro stesso, quando ci sono loro in scena si sente la sofferenza, la vita vera.

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