Finalmente finito ieri sera!!!

Devo ammettere che alla fine sono riuscita ad apprezzarlo di più, da metà in poi diciamo che "decolla" un attimo. E' meno scorrevole rispetto a Orlando ma più profondo quindi alla fine mi è piaciuto di più.
bibbagood ha scritto: Sì, con personaggi negativi non mi riferisco al fatto che possano mandare messaggi negativi, ma che non sono figure che emanano positività...mi sembra siano un po´ tutte superficiali, oppure tristi, o insoddisfatte, o che si fanno trascinare dagli eventi senza prendere in mano la loro vita. La stessa Sally, che appare in realtà felice, secondo me viene presentata come una persona più viva rispetto alle altre, ma che con il tempo è andata spegnendosi omologandosi un po´...e forse la sua felicità è dovuta proprio all´aver perso quell´energia interiore che aveva da giovane. Forse sono io che ho avuto un´impressione veloce di questa cosa e in queste settimane da cui ho finito la lettura questa sensazione si è rinforzata esagerandosi, perchè in effetti ricordo che nel libro lei dice di quanto sia fiera di aver sposato uno di condizione sociale inferiore alla sua, però bò, è come se lei adesso non fosse più la ragazza ribelle di una volta perchè ha 5 figli (mi sembra) che vanno a Eton, ha il suo giardino di cui prendersi cura e gli eventi mondani a cui ogni tanto partecipa...e la chiave della sua felicità sta in questa condizione di moglie e madre.
Io non ho avuto questo pensiero anzi, l'ho trovata veramente molto felice e sempre piena di energia. Non è che sposandosi e avendo figli una donna debba perdere per forza la propria originalità, secondo me lei ha trovato un uomo che le permette di essere se stessa, libera. Libera anche dalle costrizioni della società visto che se n'è andata da quel bel mondo fatto tutto di apparenze e regole di Clarissa. Il fatto che Sally continui ad essere spontanea è dimostrato anche dal fatto che si presenta alla festa senza invito e poi continua ad additare i partecipanti per farsi dire da Peter chi sono, in barba a tutti i benpensanti della buona società.
Nemmeno Elizabeth mi è sembrata così moscia, semplicemente schiacciata da una madre e da una società tutta "forma" e spesso ripete anche lei che vorrebbe essere in campagna, essere libera. Il fatto stesso che non riesca a capire cosa le piaccia, secondo me non è pigrizia ma perchè non ha mai avuto la possibilità di poter scegliere.
Se devo essere sincera le uniche due negative sono proprio Clarissa, la altezzosa, superficiale, snob e ipercritica Mrs Dalloway, e il suo estremo opposto, la gretta e rancorosa Miss Kilman.
Peter Walsh mi piace abbastanza, è un eterno Peter pan a cui piace sfarfallare di qua e di là, ma è di buon cuore e secondo me è stata una grazia per lui che Clarissa non l'abbia sposato, ne sarebbe morto asfissiato.
Septimus poi è un uomo intelligente, ma distrutto dalla guerra e dalla morte del suo amico: è afflitto da stress post-traumatico da guerra e la sua morte secondo me è più da ricondurre alle visioni, alle allucinazioni che ha, che non a una depressione. Sua moglie gli vuol bene, cerca di fare il meglio possibile per lui ma certamente non è una situazione facile questa. Oltrettutto è sola in un paese straniero.
Insomma alla fine che non mi piace per nulla è proprio Mrs Dalloway, non la sopporto, è vuota, trova sempre qualcosa di negativo da pensare sugli altri; con il marito (sant'uomo) non ha chissà qual rapporto perchè lei con la sua freddezza l'ha allontanato ma l'importante è apparire e questo lei lo fa al meglio. Si rammarica a volte di non aver sposato Peter Walsh ma poi critica anche lui. Ha paura che la figlia le venga "rubata" da Miss Kilman ma non mi pare che faccia qualcosa per farsi ben volere da ella.
Mi sono segnata delle frasi che mi sono piaciute abbastanza ma ora non le ho a portata di mano perciò le posto domani.