SINOSSI

Questa non è una raccolta di poesie, bensì una collezione di passi e riflessioni malinconiche, un assortimento di cose non dette, incubate e incrudelite nel pozzo della memoria. Ma è anche una coraggiosa esternazione e temeraria confessione, un tentativo di dar forma a un certo tipo di dolore e di "ovattare" ferite che si ostinano a sanguinare. Dai primissimi componimenti agli ultimi pensieri sparsi, la scrittrice scioglie gli intrecci delle sue tempeste amorose e familiari, slegando quei nodi di malessere emotivo che, nonostante tutto, hanno intessuto le trame della sua esistenza e dato corpo alla presente, umanissima, silloge.

RECENSIONE

C'è sempre qualcosa di irrimediabile, di "definitivamente rotto", in queste poesie Valentina Consoli (Chiodi di ovatta, Edizioni Dialoghi). Nei suoi versi si avverte una sorta di livore verso ciò che, magari per lungo tempo, ha albergato nella vita, ferendo, addolorando, ma senza mai svelarsi, come in un subdolo inganno che non si può più vincere né contrastare. E poi c'è l'apertura, ci sono i sentimenti freschi e rigenerati di chi ha accettato se stesso e adesso vive di occhi nuovi, e di un cuore finalmente aperto, pur nelle sue insanabili lacerazioni. In soccorso sono arrivati loro, i versi, che Valentina elabora come fossero canti rivolti a un orizzonte senza confini, e a quel punto il lettore le siede accanto, e con lei osserva quell'orizzonte, che in fondo sente anche un po' suo. Complimenti a Valentina, che in futuro vorremmo continuare a leggere, poco importa se in prosa, o in poesia.

[RECENSIONE A CURA DI PIERMATTEI]

Autore Valentina Consoli
Editore Dialoghi
Pagine 82
Anno edizione 2022
Collana Glifi
ISBN-10(13) 9788892792128
Prezzo di copertina 13,00 €
Categoria Altri generi