SINOSSI
Comici spaventati guerrieri è una "recherche" metropolitana che si dilata coralmente come un blues ritmando spostamenti e appostamenti, separazioni e incontri, agguati e fughe, colpi di kung-fu e spari, amori improvvisi e improvvise amicizie, dialoghi, monologhi, visioni e sogni. Sulle sue note ilari aleggia l'atmosfera acre della città e l'infinita distanza tra "centro" e "periferia". Giacché questo è un romanzo in cui il riso ricade sul cinismo, la corruzione squallida e dorata, la stupidità di questi anni che qualcuno ha definito e qualcuno ha voluto bui. È un romanzo che risuona delle impreviste possibilità polifoniche del tragicomico quotidiano, un libro in definitiva che non somiglia a nessun altro somigliando a Stefano Benni. Il quale raggiunge qui un'altra meta del suo percorso solitario, rivolto a riscattare il comico dagli avvilimenti imperanti, a restituirgli dignità letteraria in una scrittura vibrante di modulazioni musicali e poetiche, e in una tensione tematica che porta questo genere ad affacciarsi – come per sfida – sull'opposta sponda del tragico. È una ricerca la sua che ha già suscitato interesse anche fuori d'Italia.
RECENSIONE
È quasi passato un anno da quando Stefano Benni ci ha lasciato e, giocando d'anticipo sull'anniversario, lo voglio ricordare oggi parlando di un suo libro che io amo molto. Mi riferisco a Comici Spaventati Guerrieri, un romanzo del 1986. È la storia di Lucio Lucertola, professore di latino e italiano in pensione, e Luca detto Lupetto, indomito adolescente. I due si incontrano per caso (se il caso esiste!) e scoprono di essere entrambi alla ricerca della verità sull'omicidio di un loro caro amico, Leone Leoni l'allegro. La trama si snoda tra incontri imprevisti e luoghi improbabili; i personaggi rappresentano modelli umani tipici dell'epoca moderna e il luogo della vicenda è una tipica cittadina italiana; detta così sembra alquanto banale e noiosa, ma qui emerge la maestria di Benni, rendere il banale oggetto di riflessione attraverso la caricatura e la parodia. L'infinita fantasia sfacciata e irriverente dello scrittore ci strappa sorrisi che sdrammatizzano situazioni surreali. Svariati personaggi danno colore e movimento alla narrazione, come il canarino di Lucio, Caruso, che intona arie di opere liriche e lo conforta nei momenti di sconforto, Lucia Libellula anticonformista e fidanzata di Leone, gli amici di Lucio: Arturo l'astice con un braccio meccanico al posto di quello perso eroicamente sul posto di lavoro, Elio l'elefante ex macellaio e gran bevitore e Giulio la giraffa lo spilungone. Il cast è numeroso e vario, le vicende si susseguono a ritmo incalzante tra appostamenti e incontri, agguati e fughe, spari, sogni e improvvise amicizie. Un personaggio però si discosta dagli altri, l'amico e compagno di scorribande di Leone e Lucia, Liviano detto Lee, esperto nell'arte del Kung-fu e anima tormentata. Incontriamo Lee direttamente in manicomio dove è rinchiuso, perché davanti a un sopruso o a un'ingiustizia non si contiene, si scatena e spacca tutto. Lee non interagisce molto con gli altri personaggi, compare come una meteora che abbaglia e lascia dietro di sé una scia scintillante che induce ad esprimere un desiderio. Probabilmente non uscirà mai più da quel manicomio, non che lo desideri ormai, dopo la morte di Leone tutto sembra vano e perduto. Lee anima sensibile, troppo sensibile per questo mondo crudele e spietato. Rappresenta quello che Jung chiama Ombra, la parte nascosta e oscura della nostra coscienza dove stipiamo ciò che si oppone o contrasta con il pensiero comune, i pensieri ribelli e molesti che ci indurrebbero a reagire. Il grido accorato di Lee viene ascoltato e compreso, di fronte al soverchiante bisbiglìo della massa ottusa e obbediente, anche un coro di poche ma sincere voci può essere assordante.
Questo romanzo mi piace per il suo spietato umorismo noir e il cinismo impertinente con il quale descrive situazioni e personaggi; in qualche modo mi da speranza sulla "riumanizzazione" del genere umano. È un libro che ci fa sorridere di un riso amaro, ma la fiducia nell'uomo non manca, ce la possiamo ancora fare!
[RECENSIONE A CURA DI SPARVIERE]
| Autore | Stefano Benni |
| Editore | Feltrinelli |
| Pagine | 208 |
| Anno edizione | 2014 |
| Collana | Universale economica |
| ISBN-10(13) | 9788807885389 |
| Prezzo di copertina | 9,50 € |
| Prezzo e-book | 6,99 € |
| Prezzo audiolibro | 11,24 € |
| Categoria | Altri generi |

