Dieci donne è un romanzo di Marcela Serrano, scrittrice cilena, pubblicato nel 2010. Come si può facilmente intuire, racconta la storia di 10 donne: la psicoterapeuta Natasha e le sue nove pazienti Francisca, Mané, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea e Ana Rosa. Ogni capitolo è dedicato a una di loro che, in prima persona, espone i propri pensieri, i propri problemi, il proprio passato. Avviene così per tutte tranne che per Natasha, la cui storia viene riferita dalla sua assistente.
Serrano raccoglie dieci storie molte diverse l'una dall'altra che hanno come protagoniste donne con età differenti, ferite e orizzonti completamente opposti. Tuttavia è proprio per questo che diventa interessante immaginarle tutte insieme, sedute in cerchio in una stanza luminosa a farsi da testimoni in un passaggio fondamentale per la guarigione: la condivisione.
La scrittrice cilena attraverso questo libro fa due cose: sfata il tabù della psicoterapia e presenta la letteratura come terapia "alternativa" e altrettanto salvifica. Serrano scrive quest'opera nei primi anni 2000 quando, in Cile come in Italia, stava iniziando il processo di destigmatizzazione della terapia. La battaglia era contro il pregiudizio che ancora la associava a forme di debolezza personale o patologie gravi e l'obiettivo era invece considerarla utile semplicemente per vivere meglio e gestire i problemi quotidiani. La cura psicologica, come è evidenziato anche nel romanzo, iniziava ad entrare negli ospedali di base rendendo, a piccoli passi, la psicoterapia un servizio pubblico e non più un lusso privato. Questo testo in parte contribuisce a questo processo descrivendo una seduta di psicoterapia in maniera naturale e rassicurante. Serrano però è soprattutto una scrittrice, dunque non può fare a meno di mostrare anche la letteratura e i libri come una via d'uscita, una medicina che è in grado di recare sollievo.
«La letteratura, come la psicanalisi, affronta la complessa relazione tra il sapere e il non sapere.»
È necessario, seppur forse ovvio, dire che questo è un libro femminista. Non è il punto centrale del testo, la scrittrice non voleva redigere un "manifesto", ma narrando la vita di molte donne diventa inevitabile sottolineare i loro sforzi, i loro scontri e quindi la loro posizione in una società patriarcale. Negli ultimi tempi si legge spesso sui social la frase "everything is political when you're a woman" e Dieci donne, in modo sottile ma centrato, lo ribadisce.
«Quanto mi commuovono le donne. E che pena mi fanno. Perché una metà del genere umano si è fatta carico di un fardello così pesante, mentre l'altra metà non fa nulla?»
Consiglio la lettura di questo romanzo soprattutto agli uomini, a coloro che sono interessati a comprendere il femminile senza dover arrivare a leggere de Beauvoir, Lessing, Davis… Se ne Il silenzio delle ragazze Pat Barker ci raccontava di donne senza una voce, inascoltate nell'antichità, Serrano ci racconta di donne che, nella modernità, una voce l'hanno trovata e sono ascoltate ma non ancora da tutti, non ancora tutte con la giusta comprensione dimostrando che no, la lotta non è finita.
«L'importante è che, quando lei – la vita – verrà a cercarmi, in qualunque posto io sia, non mi trovi sconfitta.»
(articolo a cura di Sveva Serra)
Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:
![]()

