SINOSSI

I politici hanno sempre guardato il calcio con un certo interesse. Raramente questo sguardo è stato ricambiato, nelle intenzioni e nei fatti. Dall'avvento della Repubblica a oggi in Italia è raro che i protagonisti della politica siano rimasti immuni dal fascino del football. Tifosi più o meno dichiarati, insospettabili manovre dietro le quinte, scelte di cuore o meramente di propaganda. Dai Presidenti della Repubblica a quelli del Consiglio, leader di sinistra inspiegabilmente ammaliati dal potere bianconero, guerriglieri con la nemesi degli arbitri, aspiranti sindaci, ex capi ultrà divenuti segretari di partito e segretari di partito con abitudini da capo ultrà. Il calcio nostrano, e non solo, spesso ha intrecciato le sue storie con quelle di chi era seduto, o siede ancora, sugli scranni più alti del Belpaese. E forse proprio qui sta il fascino: il potere passa, la palla continua a rotolare libera.

RECENSIONE

La Repubblica nel Pallone. Calcio e Politici, un amore non corrisposto rappresenta una interessante novità nel panorama dei libri sportivi che vogliono indagare sul rapporto tra cultura, società e sport. Molto spesso le tribune degli stadi italiani si sono trasformate in passerella per protagonisti più o meno in vista della politica italiana. Ci sono stati politici che hanno voluto sfruttare il calcio come veicolo per aumentare la loro popolarità e viceversa, altri che hanno voluto sfruttare la popolarità del calcio per consolidare la loro già rilevante posizione.
Gli autori del libro, Fabio Belli e Marco Piccinelli (ha collaborato alla stesura un terzo giornalista, Alessandro Iacobelli, autore di un'interessante intervista che approfondiremo più avanti) si lanciano in un excursus un po' confuso (i capitoli, va detto, non hanno collegamenti diretti fra loro) ma estremamente godibile nella singolarità delle storie, per scoprire quali politici delle vecchie generazioni avessero o meno il calcio o una specifica squadra del cuore. Il volume si rivela un saggio che sfugge però dal rigore della narrazione documentaristica per lanciarsi nella fantasia del racconto: un ibrido narrativo che a volte funziona meglio, altre peggio ma regala momenti spassosissimi, con personaggi come Achille Lauro e Giovanni Di Stefano che risultano irresistibili (per quanto lontani fra loro nel tempo e nello spazio) senza però diventare macchiettistici.
Gli undici capitoli scorrono veloci e il libro regala qualche ora lieta senza essere strettamente appassionati di calcio: il pregio maggiore è quello dell'umanità dei personaggi che traspare dai racconti, straordinario scoprire come Craxi, pur legato a nevrosi specifiche del potere e lo vedremo man mano si legge, abbia versato le lacrime più calde della sua vita per la strage di Superga, così come la figura di un politico di oggi come Marco Rizzo riesce a svelare strategie populiste che appartenevano nientemeno che alla Juve degli Agnelli degli anni '60 e '70. E quando un libro del genere riesce a creare empatia con i personaggi che racconta, ha svolto appieno la sua missione.
In aiuto di tutto ciò arrivano interviste inedite allo stesso Rizzo e, nel capitolo affidato a Iacobelli, a Stefano Andreotti, figlio del mitico Giulio, che racconta il suo modo viscerale di vivere il calcio, lontano da quello del padre, pervaso invece dal suo proverbiale distratto humour: una distanza curiosa rimarcata dalle squadre diametralmente opposte tifate da padre e figlio.
Belli e Piccinelli danno l'impressione, con uno stile di scrittura sbarazzino e a tratti quasi ribelle, di divertirsi un mondo nel raccontare storie che, va dato atto, risultano soprendenti e quasi del tutto inedite, salvo una manciata di aneddoti che, anche i meno appassionati di calcio, probabilmente conosceranno. Usando una metafora calcistica più che mai azzeccata vista la tematica, in questa festa da calcio bailado brasiliano della scrittura, sarebbe servito un pizzico di rigore tattico all'italiana in più nella scelta di racconti, storie e personaggi, che appaiono slegati e pescati un po' a casaccio, al di là di qualsiasi velleità antologica del libro. Che risulta comunque, per chi è un minimo avvezzo alla materia, uno dei jolly più divertenti pescati dal mazzo di questo inizio 2020.

[RECENSIONE A CURA DI BORTOLOTTI]

Autore Fabio Belli, Marco Piccinelli
Editore Rogas
Pagine 138
Anno edizione 2019
Edizione Atena
ISBN-10(13) 9788899700324
Prezzo di copertina 13,70 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia