SINOSSI
Appassionata, volitiva e indomita, Sybylla Melvyn è una delle eroine più affascinanti della letteratura australiana. Piena di talento, dalla mente vivace e curiosa, la sedicenne Sybylla si sente in trappola nella fattoria dei genitori nell'entroterra australiano. Pur amando la vita nel bush, detesta la durezza e le fatiche fisiche che questa comporta. Il suo desiderio è poter coltivare i suoi talenti e il suo amore per la scrittura e i libri, il pensiero, la musica, ma soprattutto aspira a una vita dagli orizzonti aperti, ricca delle promesse di un grande futuro. La sua voglia di indipendenza si scontra con la mentalità misogina della società intorno a lei, che vede per una ragazza due sole opportunità: sposarsi o insegnare. Improvvisamente però tutto cambia e la ragazza viene mandata a vivere nella proprietà di sua nonna, dove viene corteggiata dal ricco e affascinante proprietario terriero Harry Beecham che le propone di sposarlo. Sybylla, pur attratta dall'uomo, si troverà a dover scegliere tra una vita convenzionale e i suoi piani per una "brillante carriera".
RECENSIONE
Avevo acquistato questo romanzo circa sei o otto anni fa e ammetto che era finito nella mia pila infinita di libri da leggere, mai era stato il suo momento perché scelgo le letture in base a delle priorità e all'umore. Complice la pubblicità della recentissima serie tv (che ancora non ho guardato), ho sentito "la chiamata" e quindi è arrivato il tempo che mi tuffassi in questa lettura.
L'autrice Miles Franklin – nome completo Stella Maria Sarah Miles Franklin – è stata molto attiva nel promuovere la letteratura australiana, tanto che proprio grazie a lei esiste il Miles Franklin Award, un premio "assegnato a un romanzo di altissimo valore letterario che rappresenti la vita australiana in una qualsiasi delle sue fasi". In suo onore, nel 2012, fu istituito anche il Premio Stella (Stella Prize), un "riconoscimento letterario assegnato annualmente a scrittrici e scrittori non binari australiani per un'opera di narrativa, saggistica o poesia". La mia brillante carriera è il romanzo che l'ha resa famosa, secondo a me a ragione, perché trovo che il libro sia molto bello e vada assolutamente letto e, in alcuni punti, pare essere autobiografico.
La vicenda si svolge a fine Ottocento, in un afosissimo entroterra dell'Australia, dove il patriarcato la fa da padrona e dove le donne non possono scegliersi il proprio destino. È un modo rurale, fatto soprattutto di allevatori e braccianti, gente per la stragrande maggioranza povera che sfacchina da mattina a sera per tirare a campare. L'autrice ci descrive una parte dell'Australia fatta di stenti, povertà, altissime temperatura e perenne siccità, talmente tanto lavoro che non c'è tempo né voglia per attività ricreative e culturali e, inevitabilmente, a fronte di tanta fatica anche le menti si fanno più strette e il cuore più duro. La protagonista, Sybylla, è una ragazza che agogna la propria indipendenza e la libertà dalle convenzioni sociali, ha un carattere a dir poco indomito e la si potrebbe tranquillamente definire una ribelle, ma è anche una ragazza molto sensibile. In lei albergano due anime: una sicura di sé tanto da sapersi ben difendere fisicamente e verbalmente, da non avere peli sulla lingua e da non desiderare minimamente il matrimonio; l'altra, invece, è molto insicura del suo aspetto fisico e di non poter davvero essere amata per il suo carattere. È una eroina di fine Ottocento ben diversa rispetto ai canoni ai quali siamo abituati e, chiaramente, un personaggio molto particolare all'interno della società del romanzo. Sfortunatamente si ritrova due genitori pessimi: un padre alcolizzato e che dissipa le esigue finanze della famiglia, che ormai si trova in povertà per colpa sua, e una madre forse indurita da questa vita di stenti, estremamente fredda e insensibile nei confronti della figlia, che non capisce e non ama perché troppo diversa da lei. Altri personaggi arricchiscono il romanzo: l'affascinante Harold Beecham che molto probabilmente verrà amato dai lettori, lo sgradevole apprendista allevatore Frank (che io ho tollerato ben poco), la zia Helen e la nonna, ma anche altri. La storia personale della zia Helen spiega perfettamente che tipo di società ci fosse a quel tempo, impossibile non provare empatia. L'unica cosa che mi è piaciuta meno del romanzo è il finale, anche se è perfettamente "giusto" e in linea con tutta la storia. La storia di Sybylla non è finita qua perché l'autrice ha scritto anche "My Career Goes Bung" che dovrebbe essere una sorta di sequel e che, purtroppo, in Italia non è mai stato pubblicato... chissà che, dopo la serie tv, qualche casa editrice possa farci un regalo!
[RECENSIONE A CURA DI MULAKY]
| Autore | Miles Franklin |
| Editore | Elliot |
| Pagine | 278 |
| Anno edizione | 2014 |
| Collana | Raggi |
| ISBN-10(13) | 9788861926592 |
| Prezzo di copertina | 17,50 € |
| Prezzo e-book | 8,49 € |
| Categoria | Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico |

