SINOSSI
La sfida e l'ossessione di due fratelli sono la miccia da cui prende avvio questa storia straordinaria che, attraverso le vicissitudini di una famiglia che dalla Scozia raggiunge la Francia e poi il Nuovo Mondo, racconta quanto i legami più intimi possano essere anche i più crudeli e distruttivi. Henry, il fratello minore, è temperato e compassionevole, ligio al proprio dovere e rispettoso delle regole, laddove James, il Master di Ballantrae nonché figlio prediletto del padre, è violento e manipolatore. Pesi opposti dell'eterna tensione tra bene e male, i due finiranno per inseguirsi e respingersi in un viaggio che parte dall'insurrezione giacobita del 1745 e si allunga dall'Europa fino all'India e alle Americhe. È indubbiamente James a dettare i ritmi della famiglia: prima creduto morto, poi divenuto un feroce pirata dei mari e dopo ancora imprigionato nella Bastiglia, tormenta il fratello con la sua presenza e anche con la sua minacciosa assenza. Succube della sua influenza, Henry spende la vita nel tentativo di arginare i danni causati dal fratello. Eppure, con il procedere della narrazione, questa contrapposizione tanto nitida comincia a deformarsi, e l'ossessione di Henry per la correttezza e la rettitudine assume contorni inquietanti almeno quanto la perversione di James.
RECENSIONE
Sebbene Robert Louis Stevenson sia noto al pubblico per L'isola del tesoro e Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde, ritengo che il capolavoro dell'autore scozzese sia proprio Il Master di Ballantrae. Stevenson fu un autore abbastanza prolifico nonostante la sua breve vita, amava la sua Scozia ma dovette lasciarla per problemi di salute, quindi viaggiò molto anche per trovare un clima adatto ai suoi polmoni. Alla fine giunse alle Isole Samoa, dove venne chiamato dalla popolazione "Tusitala", il narratore di storie, ed è qui che morì dopo pochi anni. Ne Il Master di Ballantrae vengono trattati tutti i temi cari a Stevenson: Scozia, rivolta giacobita, pirateria, viaggi e, ovviamente, il tema del doppio.
Siamo in Scozia, nel Settecento, e la nobile famiglia Durie è composta dal capofamiglia anziano e dai suoi figli, James e Henry. Con loro vive anche la cugina dei ragazzi, Alison Graeme, un'orfana in possesso di un'ingente fortuna, fidanzata con James affinché il suo patrimonio rimanga all'interno della famiglia e salvi le finanze della casata. Il primogenito James, il Master di Ballantrae, è un uomo scapestrato, ribelle, dissoluto, orgoglioso, ma anche bello, intelligente e affascinante, sa come sedurre le persone per raggiungere i propri scopi; Henry, invece, è buono, fedele, pacifico e ligio al dovere, ma è anonimo, non ha carisma e non è molto amato probabilmente a causa della sua personalità mite e della sua riservatezza. A causa della rivolta giacobita del 1745, per salvaguardare il titolo nobiliare e la tenuta, la famiglia decide di appoggiare le due fazioni: un figlio dovrà partire con i giacobiti per sostenere la causa del principe Carlo Edoardo Stuart (noto anche come Bonnie Prince Charlie), mentre l'altro figlio dovrà rimanere nella tenuta e schierarsi con il re di Inghilterra, Giorgio II di Hannover. Per logica e anche secondo il volere del padre, dovrebbe partire il figlio minore, ma James non è affatto d'accordo e litiga aspramente con Henry, verrà quindi lanciata una monetina per stabilire chi dovrà partire e chi dovrà rimanere. È proprio in questo punto che viene piantato il seme della discordia tra i due fratelli. È James a partire, ma l'insurrezione giacobita fallisce miseramente nella famosa battaglia di Culloden, e così lui diventa un pirata e vive mille avventure. Nel frattempo, alla famiglia viene comunicata la morte di James e quindi titolo e tenuta passano a Henry, il quale sposa anche la fidanzata del fratello. Il padre di Henry piange costantemente la morte del figlio prediletto e così anche Alison, escludendo di fatto Henry dai loro discorsi, nonostante sia proprio lui a prendersi cura di tutto, famiglia, tenuta, finanze. Si scopre, però, che James è vivo ed è desideroso di vendetta perché ritiene che Henry gli abbia usurpato tutto. Da questo momento in poi, inizierà una storia di rivalità e odio tra i due fratelli che durerà vent'anni. James, dapprima cercherà di spillare soldi di continuo, e poi di rovinare la vita al fratello in tutti i modi, toccandolo soprattutto negli affetti. Henry, continuamente minacciato, inizierà a perdere pezzi di sé e della sua integrità.
Il romanzo ha delle parti avventurose e la penna di Stevenson è inconfondibile, soprattutto nelle scene tra pirati. Chiaramente, le parti più movimentate del romanzo fanno tutte capo a James, che si muove in lungo e in largo tra Scozia, Francia, America del Nord, India. Queste parti danno certamente più vitalità al romanzo e intrattengono il lettore, ma le ritengo importanti perché fanno vedere bene la personalità di James e la sua dimensione. Henry, invece, si muove prevalentemente tra le mura della tenuta, è un tipo più introverso e introspettivo, e l'unica persona con cui può parlare è Mackellar, l'amministratore della tenuta nonché l'unico ad apprezzarlo davvero.
Amo molto come per Stevenson non esistano buoni e cattivi separati in modo netto, come invece vediamo nella letteratura di quel tempo. Per l'autore scozzese, i cattivi non sono sempre e solo cattivi e, infatti, andando avanti nella lettura, scopriremo che incredibilmente anche James ha delle virtù. Per contro, non tutti i buoni sono sempre e solo buoni perché il male alberga in tutti noi e, quindi, anche in Henry, il cui animo sarà inquinato dall'odio. Si potrebbe dire che i due fratelli siano all'inizio complementari perché incarnano uno il bene e l'altro il male, ma proseguendo nella lettura il tema della doppiezza umana verrà fuori. Anche le preferenze dei lettori saranno sempre più sfumate perché, se inizialmente ci troviamo dalla parte di Henry per empatia, risulta più difficile esserlo fino alla fine quando lui sarà ossessionato dall'odio. Allo stesso modo, se prima James risulta pessimo e perverso, dovremmo poi fare i conti con i sentimenti di amicizia, stima e fedeltà che mostra per alcuni personaggi. Non so se Stevenson abbia voluto dirci che, in base alle circostanze della vita, la nostra mente e il nostro cuore possono cambiare in peggio, però è effettivamente ciò che succede ai due personaggi: James, che certamente non è mai stato uno stinco di santo nemmeno prima, tra battaglie e pirateria si inasprisce e perde buona parte del suo essere gentiluomo (come ci racconta più volte il capitano Burke); Henry, complice il non essere stato amato abbastanza dal padre che gli ha sempre preferito James, la mancanza di considerazione praticamente da tutti e aver sempre vissuto all'ombra del fratello, ha una mente più fragile che viene inquinata dagli attacchi ripetuti di James. Se le circostanze influiscono, secondo me è anche vero che il male trova strada laddove il seme è già piantato, insomma nessuno ha un cuore puro e senza macchia.
Questo è un romanzo che parla sì dell'odio e della rivalità tra due fratelli, ma parla soprattutto dell'ossessione che ognuno dei due ha nei confronti dell'altro perché, sia James sia Henry, non vivono che di questo, nonostante possano andare avanti con le loro vite. Vivono l'uno per l'altro, ma in senso negativo, come se fossero dipendenti dal rancore che provano reciprocamente. Ogni nuova ostilità rinsalda la loro ossessione, il loro rapporto simbiotico distruttivo e, non ultimo, dona loro una sorta di soddisfazione e di senso della vita perché un fratello non esiste senza l'altro. Stevenson ci mostra quanto sottile e labile, in tutti noi, possa essere il confine tra bene e male, come le qualità morali e le virtù possano andare in fumo con niente (esplicativo, in tal senso, è il viaggio in nave di Mackellar). Al netto del contesto storico, il romanzo parla di temi psicologici che continuano a essere attuali: l'ossessione, quanto l'odio sia contagioso e come porti all'autodistruzione, la dualità della natura umana e l'ambiguità morale. È una lettura che consiglio caldamente agli amanti di Stevenson e dei classici, ma anche a chi ama questi temi psicologici!
[RECENSIONE A CURA DI MULAKY]
| Autore | Robert Louis Stevenson |
| Editore | Feltrinelli |
| Pagine | 314 |
| Anno edizione | 2024 |
| Collana | Universale economica. I classici |
| ISBN-10(13) | 9788807904776 |
| Prezzo di copertina | 12,00 € |
| Prezzo e-book | 2,99 € |
| Categoria | Classico - D'ambiente - Storico |

