SINOSSI

Lara Diotalevi è una bambina con il buio dentro. Trascorre i suoi primi ventun anni in un orfanotrofio veneziano, curata amorevolmente da Suor Elsa, una monaca speciale. Il quotidiano pregare e passeggiare fra le calli si interrompe quando lei, ormai maggiorenne, decide di andare a scoprire il mondo. Viene accolta in una villa signorile di Burano da Riccardo, l’amico di sempre, e dalla sua famiglia adottiva. Neanche la cecità riesce a fermare Lara e la sua voglia di sorprendersi, di vivere le emozioni che, poco tempo prima, sognava di sentirsi addosso. Crede di essersi liberata del passato, delle ombre notturne, di ogni paura. Ma non è preparata a convivere con l’incertezza, quando si accorge che quel lato oscuro che tanto fuggiva è sempre rimasto attorno a lei e la perseguita. Alla ricerca di sé, scopre i retroscena, i segreti, i mali del mondo. E realizza di non aver mai vissuto davvero.

RECENSIONE

Madre ombra è una storia di fughe. Di una bimba orfana che nessuno vuole adottare. Di una vita che, di vivo e pulsante, ha ben poco: è un logorio di abitudini insopportabile, lungo un ventennio. Fino a quando tutto cambia, e la bambina, divenuta, almeno per sé stessa, donna, fugge dall’orfanotrofio alla spasmodica ricerca della propria identità. A parole: nei fatti, la realtà è ben diversa. Pur fra le braccia dell'amico del cuore, e lontana da quelle della suora che l'ha accudita con enorme amore, dentro la giovane si consuma un’autodistruzione di convinzioni e di sogni. Il tempio che sperava di costruire si dimostra un mausoleo. Delle esperienze che avrebbe voluto provare, le rimangono ceneri e macerie. Si dissolvono gli aneliti di una vita cercata invano, per troppo tempo e con troppa convinzione. "Ha tre vite addosso, senza averne vissuta una". Così l'autore, generazione Z (2001), racconta la protagonista Lara Diotalevi, la quale è, sciaguratamente, orfana e cieca. Le tre esistenze di incrociano di continuo, come scambi ferroviari incontrollati e pericolosi: la vita presente, la vita sognata, la vita vissuta. Lara non avrà la consapevolezza di aver vissuto anche una sola delle tre. Verrebbe da pensare che a questa creatura, accudita con tutte le doverose premure da una mezza dozzina di suore, Nostro Signore abbia dato solo filo da torcere. Ancora: sospettare che Matteo Porru, a far star male i suoi personaggi, ci goda, non è azzardato. È proprio voluto: i personaggi di Madre ombra imparano soffrendo. Accade così per Lara, che azzarda la fuga dalla sua “prima” vita appena è nelle condizioni di farlo, tagliando tutti i ponti con il passato, e col tempo si accorge, come scrive l’autore, che “ogni mondo è una prigione”. Stessa cosa capita alla suora più affezionata alla ragazza, Elsa, che, lasciandola andare, lascia morire un pezzo di sé. Riccardo, l'amico del cuore che per Lara ha un debole da sempre e se potesse, la santificherebbe, è succube dell’ingenuità e dell’eccessiva benevolenza che lo differenzia per tutto il romanzo. Tutti i minori, chi in un modo e chi in un altro, ruotano intorno a questo perno narrativo. Il che lascia sotteso un quesito: imparano, i personaggi? Taluni. La vita di ognuno ha un capovolgimento inatteso e ogni personaggio reagisce coerentemente a come è stato tratteggiato. In questo, Porru è abilissimo, nonostante la giovane età. Rimane ancora da lavorare, ma non troppo, sull’approfondimento di certi passi che, se perfezionati, avrebbero aggiunto qualità a un testo già di per sé distinto, sia per l’età dell’autore, sia per le tematiche e la tecnica narrativa utilizzata. Da sottolineare un eccellente intreccio con il mito della caverna di Platone, che conferisce a Madre ombra un leitmotiv inedito e curioso. Il narratore esterno oscilla fra l'onniscienza e l’imparzialità. In conclusione, si può affermare che Madre ombra è un testo piacevole e in certi passi sorprendente. Gli si deve riconoscere una buona coerenza narrativa e una notevole organicità. Scritto da un talentuoso giovane che, con un percorso di crescita che saprà intraprendere in maniera eccelsa, visti i presupposti, si avvia, con tutta probabilità, a divenire una buona penna del panorama italiano.

[RECENSIONE DI MICHELEFARRO]

Autore Matteo Porru
Editore La Zattera
Pagine 134
Anno edizione 2019
ISBN-10(13) 9788885586581
Prezzo di copertina 17,00 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico