SINOSSI
Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti su barconi fatiscenti nel tentativo di arrivare nel nostro Paese, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati.
RECENSIONE
Cristina Cattaneo, medico legale, scrive questo testo per mettere la sua esperienza al servizio di un tema drammatico, ovvero dare un'identità alle vittime del Mediterraneo, ovvero i profughi che, nel tentativo disperato di scappare dal destino nel loro paese d'origine, decidono di intraprendere un viaggio della speranza verso l'Europa, e nello specifico verso il nostro Paese. Il libro tratta dunque dell'emergenza migratoria di cui l'Italia è una delle principali destinazioni, vista la vicinanza con i paesi d'origine dei profughi. L'autrice affronta temi quali il diritto all'identità, la pietas umana e il dramma delle migrazioni, con l'obiettivo di sensibilizzare i lettori sul valore della dignità umana, anche nella morte. Le vittime ci vengono presentate tramite gli oggetti che vengono rinvenuti al loro fianco. L'autrice lascia spazio alle emozioni e non affronta il tema unicamente dal punto di vista del suo lavoro e delle sue competenze tecniche. Lo stile dell'autrice è semplice, diretto e chiaro, anche quando affronta descrizioni tecniche o situazioni emotivamente difficili. Il libro mette in evidenza gli aspetti principali del lavoro del medico legale e del processo di identificazione delle vittime. Particolarmente toccanti sono i momenti in cui l'autrice descrive l'importanza degli effetti personali delle vittime, che permettono di ricostruire le loro vite. Questo approccio secondo me dona al testo profondità e al tempo stesso concretezza. Il libro è stato Libro del Mese e sul Forum ne abbiamo discusso molto. Ci ha fatto riflettere su aspetti delle migrazioni a cui raramente si pensa, come il diritto all'identità anche dopo la morte. Ho apprezzato lo stile schietto dell'autrice e il modo in cui ha saputo trasmettere la passione per il suo lavoro, anche nei passaggi più difficili. In merito a questo, dobbiamo tenere conto che alcuni passaggi possono risultare troppo crudi per lettori più sensibili. Consiglio questo libro a chiunque voglia approfondire il tema delle migrazioni con uno sguardo diverso, che va oltre le notizie di cronaca. È una lettura che smuove le coscienze e invita a riflettere sull'importanza di restituire dignità a chi l'ha persa. Il libro risulta perfetto per chi ama i saggi e vuole comprendere meglio le sfide della nostra società.
[RECENSIONE A CURA DI GUIDOCX84]
| Autore | Cristina Cattaneo |
| Editore | Raffaello Cortina Editore |
| Pagine | 198 |
| Anno edizione | 2018 |
| Collana | Temi |
| ISBN-10(13) | 9788832850574 |
| Prezzo di copertina | 14,00 € |
| Prezzo e-book | 9,99 € |
| Categoria | Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia |

