Ciao a tutti/e!
Per la serie "non tutti i mali vengono per nuocere", l'isolamento forzato a casa mi ha dato l'opportunità di affrontare una lettura rimandata da anni. Anche io mi sono cimentata con questa lettura quando avevo 17 anni circa, all'epoca l'abbandonai trovandola semplicemente noiosa e pesante...Troppi nomi e descrizioni...Ancora una volta questo conferma la mia idea che certe letture abbiamo bisogno del tempo e del momento giusto e a 17 anni non lo era decisamente.
è stata una lettura piacevole e tutte quelle descrizioni, nomi, quella narrazione lenta e pesante in realtà sono un lontano ricordo. Ho adorato immergermi nella realtà russa di quel tempo, le vicende, i personaggi cosi profondamente e intimamente descritti, con i loro pensieri, dubbi, paure. Questo romanzo è una grande opera, Tolstoj affronta innumerevoli temi, ci mostra la grandiosità del suo pensiero.
Sebbene abbia adorato il romanzo, sono rimasta delusa dal personaggio di Anna, e forse perchè dà il nome al libro o perchè in varie occasione ne ho sentito parlare come di un personaggio meraviglioso, il preferito di alcuni lettori...Bho non so esattamente perchè, ma avevo aspettative differenti nei suoi confronti e ne sono rimasta delusa. Tolstoj ci presenta questa donna come affascinante, forte, magnetica, classica persona che entra in una stanza e cattura l'attenzione di tutti, però poi in realtà è una semplice donna fragile e banale nella sua gelosia, l'ho detestata sin dall'inizio e credevo andando avanti che sarebbe cambiato qualcosa, ma niente... Invece ho amato il personaggio di Levin e non so bene perchè mi immaginavo che Tolstoj potesse essere lui.
In definitiva: lettura meravigliosa!!!
"...Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima." William Ernest Henley
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