Kheper post=61342 userid=5416Ciao a tutti, l'ho finito qualche giorno fa.
Mi viene da dire che con i romanzi francesi dell'800 si va sempre sul sicuro! (ma anche con quelli inglesi e russi!).
Mi piace il modo in cui scrive Balzac e i suoi personaggi sono ben caratterizzati. Spero di leggere presto qualche altro suo libro; dalle note ho capito che in molti romanzi utilizza gli stessi personaggi secondari (il temuto strozzino, il famoso fabbricante di stivali e così via), come tanti crossover. Mi piace!
Il finale però mi è sembrato un po' sciapo. Al di là del fatto che io tifi per il lieto fine, mi aspettavo qualche scoppiettio o qualche sorpresa che invece non c'è stata e mi lascia un po' l'amaro in bocca.
"Questa è la storia di una donna che sta nel mondo e non gli appartiene,fatta per essere sposa e madre magnifica e rimasta senza figli e senza famiglia".
Probabilmente, la madre, anche quando spalleggiava Eugenie nell'illusione di quell'amore, sapeva già come sarebbe andata a finire.
"Soffrire e morire".
Si Balzac mi si è rivelato come scrittore molto moderno, nonostante le sue radici nell'ottocento. Eppure, la situazione familiare e dei personaggi, io la trovo così moderna per i canoni francesi. Forse qui da noi in Italia non è così, ma in Francia sì, ancora oggi, nel senso che la mentalità piccolo borghese, contadina benestante, è ancora viva e molto forte. Io ho girato per molti anni la Francia, almeno dieci, e ho incontrato per le strade, nelle zone di sosta per camper, nei campeggi stessi, molti di questi robusti uomini ben pasciuti e molto soddisfatti di sè. A me hanno divertito molto, li ho ascoltati e guardati un po' come si guardano certe rarità, persone che io qui, in Italia non incontro. Questi personaggi, amano ancora molto far notare il loro benessere, la loro "grandeure" e lungi dal avere quell'atteggiamento che quasi verrebbe spontaneo, di dirgli che anche noi non siamo proprio dei morti di fame, li ascolto, gli parlo in un francese maccheronico che loro tutti compiaciuti lodano per la mia buona volontà di parlarlo. Non possono mai fare a meno di dirmi quanto loro sono speciali, ricchi, benestanti, capaci, coraggiosi.
Spesso sono andata nelle loro campagne nella valle di Reims, a comprare il loro champagne, dopo debita degustazione. Insomma questi francesi, usciti dalle pagine di Balzac, mi piacciono davvero tanto, anche se nello specifico, mi è dispiaciuto per la fine miserevole fatta dalla robusta Eugenie.
Chissà, magari ci metteremo a leggere altro di Balzac, in futuro, come vorrei leggere Gorki Cevov e tutti quelli del 700/800 russo che assaggiati, mi sono sembrati molto interessanti. Chissà magari facciamo una lettura comparata sul sette ottocento franco russo. Spero di fare a tempo.