Complice la giornata piovosa, oggi pomeriggio ho completato anch'io la lettura del libro, in effetti adatto al periodo autunnale
Devo dire che mi ha sorpreso il secondo colpo di scena "importante" del libro! Ancora una volta non me lo aspettavo!
Però raggiunto l'ultimo capitolo, quello prima dell'epilogo, effettivamente la storia si mette finalmente in fila e tutto torna!
Sono contento di averlo letto. Un libro che per genere è solitamente lontano dai miei gusti ma che invece ha saputo intrattenermi, incuriosirmi e sorprendermi.
La cosa che mi è piaciuta di più dell'intera storia è che in realtà la suspense, il thriller si fa piccolo e va in secondo piano rispetto alle tematiche sulla salute mentale. L'autrice ha dato una voce a ciascun personaggio facendo esplorare al lettore le mille sfaccettature che ci possono essere dietro a un dolore o a un trauma. Il personaggio di Santo in merito mi ha particolarmente colpito, con la maschera di chi vuol essere un Supereroe ma sa di non esserlo, che ha bisogno di amore e di affrontare il suo dolore con la consapevolezza di non avere sempre gli strumenti per poterlo fare, anche se con quegli stessi strumenti ci paga le bollette. Mi è piaciuto come è stato snocciolato il tema del dolore, di cui diventiamo consapevoli e la leggerezza con cui alla fine quel dolore seppur senza fine viene smontato dal paragonarci a essere animali e di poter anche vivere di semplicità, che ciò che ci circonda nonostante ci abbia fatto soffrire può essere visto da altre angolazioni e farci cogliere il lato positivo delle cose.
Concordo con te Alice! Anche nel mio caso è stata la qualità che ho apprezzato maggiormente di questo libro e forse è proprio l'aspetto che lo rende inconsueto nel suo genere e il motivo per cui lo consiglierei in definitiva.
Penso che questo libro, come anticipato durante l'incontro con Emanuela, possa anche rappresentare un "dono" per chi di mestiere si occupa della salute mentale degli altri.