Sto seguendo con interesse questa discussione.
Anche io amante del Signore degli Anelli, capisco i motivi che possono aver condotto ad una nuova traduzione ma ciò che francamente non comprendo (e qui faccio un discorso più generale) è la necessità di tradurre i nomi originali di persone e luoghi.
È una cosa che mi ha sempre indispettito, dai tempi delle scuole medie, quando il mio professore di inglese, che voleva chiamarci tutti con il nostro nome “tradotto”, mi chiamava “Guy”.
Ecco, io non capisco questa necessità. Secondo me andrebbe mantenuto il nome nella lingua originale anche nelle traduzioni. Quindi “Guido” e non “Guy”, così come “Firenze” e non “Florence”.
Spesso l’esercizio contrario non viene fatto (giustamente). Sarebbe inutile impuntarsi nel voler tradurre “Delaware” o “Idaho” dall’americano all’italiano

Perché dobbiamo farlo con le persone e le regioni fantastiche inventate da Tolkien?
Rispettando questa regola banale verrebbero mantenuti i nomi di persone e luoghi inizialmente voluti dagli autori e credo che nessuno si scandalizzerebbe perché sarebbe assolutamente normale. Inoltre non si creerebbero differenze tra una traduzione e l’altra.
Quindi, in questo caso, il problema non credo che sia solo della nuova traduzione ma anche della prima.
Certo, la seconda mi fa ancora più indispettire della prima perché a mio modo di vedere insiste nel voler tradurre cose che non ci sarebbe bisogno di tradurre.
Qualcuno sa perché i traduttori fanno così? C’è una ragione specifica per la quale trovano necessario tradurre nomi di persone e luoghi senza mantenere i nomi originali? Grazie