Ho iniziato a leggere le prime pagine. La protagonista narrante per ora mi sta abbastanza antipatica, ma l'ambientazione e l'atmosfera assumono da subito un ruolo dominante e mi fa sperare bene.
Già da subito il lettore è portato a fare una riflessione: è da condannare il voler riqualificare posti famosi per attirare il più possibile turisti, a discapito della loro originalità ed essenza? Sicuramente è un argomento complesso con pro e contro. Durante il covid molti di noi europei hanno potuto vedere luoghi molto turistici improvvisamente quasi deserti, data l'assenza di americani, asiatici, russi. Posti che hanno tutto un altro aspetto senza le masse che di solito li caratterizzano, con ore di fila, motivo per cui spesso noi, che abbiamo certi posti cosi vicini, non ci siamo mai stati. Pensiamo a Venezia, che in tanti periodi dell'anno sembra quasi finta, fatta apposta solo per turisti, aspetto che fa perdere purtroppo buona parte della fascino di una città altrimenti unica. Oppure io son stata nell'estate 2020 al castello di Neuschweinstein, quello a cui si è ispirata la Disney, e che finora non avevo mai preso in considerazione proprio per l'aspetto turistico, e ha fatto impressione vedere parcheggi enormi (simili, ma più grandi, a quelli di Giverny di cui parla la protagonista) per pullman completamente vuoti e l'atmosfera era effettivamente magica.
Dall'altra parte però penso che certi luoghi debbano essere conosciuti, per l'arte, la storia, la cultura, e che al di là dell'obiettivo del guadagno, sia anche giusto che diventino turistici e conosciuti. Sicuramente Giverny avrà perso un po' della sua atmosfera caratteristica, ma penso sia un arricchimento per chiunque avere la possibilità di vedere il giardino e lo studio di Monet. Voi che ne pensate?
"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert