Ciao a tutti, ho finito il libro un po' di giorni fa ma mi sono presa del tempo per riflettere e leggere i vostri commenti.
A me il libro è piaciuto, poteva diventare molto spinoso trattare un tema del genere, invece proprio la dicotomia tra i personaggi di Emily e Nadia l'ha reso molto interessante e non troppo soffocante.
Andando contro il parere di molti, il personaggio che mi ha più catturata è stata Nadia: tenace, sembra fatta di ghiaccio ma è il modo in cui è stata educata a renderla così e ho apprezzato che rimanesse coerente con le sue decisioni, che non desse, implicitamente, false speranze ai genitori come fatto dagli altri medici (ci sono passata con mia nonna e so cosa vuol dire aggrapparsi a qualcosa di palliativo sperando che nel frattempo la vera cura salti fuori). Nadia sembrava la persona meno toccata dalla storia di Matt, sempre così distaccata e razionale, invece è proprio su di lei che la vicenda del bambino innesca il più grosso cambiamento.
Ho empatizzato molto di più con lei e Will invece che con Emily, che per me rimane non pervenuta. Il suo fare da tappezzeria, il suo non esporsi mai, non sono riusciti a farmi piacere questo personaggio, che l'ho trovato utile solo ai fini del racconto di Will e Kate. Quest'ultima è la migliore amica che tutti sogniamo di avere, quella che c'è in ogni momento, che sia bello o brutto, a cui puoi confidare tutto sapendo che non verrai giudicata, ma che è pronta a strigliarti o consolarti in base al momento.
Interessante anche il personaggio di Sally, che alla fine prende coraggio e affronta il suo capo, facendolo ragionare e impedendogli di compiere un gesto che non avrebbe portato a nulla se non a conseguenze legali ancora più grosse.
E' stato molto bello avere con noi l'autrice del romanzo (peccato non averla potuta incontrare al raduno) e mi è piaciuto come si sia messa in gioco, dandoci il suo parere e rispondendo alle domande di noi lettori