Io sono ancora molto affezionata al termine "disfunzionale" perché rende perfettamente chiara quella dinamica o quel comportamento che dis-funziona, cioè che non ha mai imparato bene a funzionare, almeno non in maniera ottimale, e perciò si appoggia a tutta una serie di stampelle o surrogati. Levati quelli, però, i nodi vengono al pettine.
Rende anche molto bene quelle serie di situazioni statiche e in cui si interpretano delle parti, più che mettersi in gioco in maniera autentica. Sono relazioni sulla difensiva, che puntano a mantenere lo status quo perché ciò che c'è fuori fa paura, già l'equilibrio che si è raggiunto è precario. Sono le relazioni di chi è molto ferito, insomma.
È anche vero che il termine è abusato tanto e quanto la diagnosi da remoto di narcisismo patologico & perverso, quindi capisco il rigetto.
Rimango dell'opinione che Franzen qui si muove davvero a suo agio, anzi, è capace di grandi sottigliezze psicologiche. Ieri riflettevo con una mia amica che ha letto a sua volta il libro e credo di avere elaborato maggiormente il concetto, a proposito della sgradevolezza dei personaggi o di certi passaggi. il fatto è, secondo me, che Franzen è davvero bravissimo a eviscerare ogni singolo pensiero e sensazione che passa dai personaggi, compresi quelli contraddittori. Ci sta perché noi stessi, tutti, facciamo mille e uno pensieri e associazioni di idee anche contraddittorie, per non parlare dei pensieri o delle emozioni inammissibili, innominabili.
Il fatto è che poi il cervello seleziona e rimuove, perché a noi serve una narrazione abbastanza coerente di chi siamo, cosa proviamo e dove andiamo, almeno a linee generali; non siamo veramente esposti a uno stream of consciousness simile, o meglio sì ma per pochissimo (chi "ritiene" troppo questi pensieri infatti di solito sviluppa disturbi di tipo ossessivo). Leggendo il buon Franzen invece ci pippiamo DI TUTTO, e oltretutto è "roba d'altri", quindi per me è decisamente sovraesposizione. Lo trovo brillante, ma anche impegnativo.
Io e la mia amica abbiamo concluso che meno male che non siamo davvero nella testa della gente.
P.S. Ho finito il libro l'altro ieri sera! Bellissimo!