guidocx84 ha scritto:a me pare che di intolleranza ce ne sia ancora molta a giro... e anche nella nostra avanzatissima società... (...) cambiano i soggetti verso cui è rivolta, cambia il motivo scatenante, ma pur sempre di intolleranza si parla.
E' proprio per questo che a me invece ha colpito molto il testo di Voltaire, mi ha interessato ed appassionato.
Anche se sono cose per noi lontane, ci sono state ed è importante conoscerle. In fin dei conti, "la storia si ripete"... e si ripete anche perché, probabilmente, non ci interessiamo così tanto al passato da imparare dagli errori commessi da altri prima di noi.
Per quanto riguarda il discorso dei classici, anche a me è capitato di leggerne alcuni famosissimi e di rimanerne delusa. Però, Alessandro, quando dici:
Sarà che non riesco a valutare un romanzo nel suo contesto storico e a giudicarlo per il modo di scrivere dell'epoca ma d'altronde perchè dovrei? Cerco passione e la cerco ora!
a me pare che tu quasi svilisca la lettura ad un tiro di sigaretta, ad un qualsiasi piacere effimero, che dura un attimo e di cui non resta nulla.
Ognuno ha il suo modo di essere lettore, non ce n'è uno giusto ed uno sbagliato, ma io personalmente credo che la lettura sia bella proprio perché ti resta dentro, proprio perché non si ferma allo "qui ed ora" ma trapassa spazio e tempo. Quest'estate ho letto "Le affinità elettive" di Goethe ed è stata una vera rivelazione per me, l'ho adorato! Eppure è una storia d'amore inconcepibile per i giorni nostri... ma ciò per me non ha tolto bellezza al libro, anzi ne ha aggiunto fascino!