Finito!!!
Che dire?? Il discorso è lungo ma cercherò di essere rapida e sintetica.
1) Il linguaggio “scurrile”. Anche a me in passato dava fastidio proprio come a Fleur ( anzi volevo chiederti a quale libro ti riferivi qualche post fa in merito al problema di questo tipo di linguaggio ), ma, poi, quando ho letto Come Dio comanda di Ammaniti, bhe ho capito che per rendere certe realtà, “certi strati sociali” è necessario ricorrere alle parolacce…. Ma nel caso di Saltatempo soprattutto nell’ultima parte mi sembra un po’ esagerato anche perché il ragazzo frequenta il liceo e si spera abbia elevato il suo livello culturale!!?!!
2)L’epoca del 68…. Bhe anche qui non mi sembra che Benni stia elogiando quel periodo anzi sembra voler mettere i riflettori su elementi negativi tipo : la scarsa organizzazione, le persone che si aggregano così tanto per fare e non perché ci credono veramente, se non addirittura solo per trovarsi un partner…
3)Gli elementi fantastici….. qui prodest? Che ruolo hanno? Sembrano buttati lì giusto per fare. Lo stesso Orobilogio sembra una forzatura. Se ne fa un accenno ogni tanto… e le visioni? Ok che non debbano essere chiare ma sfumate ma a me spesso e volentieri sono risultate incomprensibili…
4)La trama in sé. Anche io concordo con chi dice che sembra manchi quel non so che.
Mi chiedo : qual è il messaggio?? Cosa ci sta dicendo Benni?? Bene, non riesco a coglierlo fino in fondo putroppo… ma se qualcuno riesce a darmi delucidazioni sono tutt’orecchi.
La situazione di un paesino italiano negli anni ’60? Se il vero argomento è questo, non vi sembra che sia affrontato con una certa superficialità?? Sono d’accordo sul fatto che il narratore sia un ragazzo che sta crescendo, ma mi ricordo di libri e storie narrate dal punto di vista di bambini dove vi è una tale intensità da attanagliare il lettore nel vero senso della parola.
Qui, invece, io, ma come leggo anche molti altri, non ho ritrovato quel patos, quell’ardore che mi aspettavo….
L’opera pertanto mi risulta mediocre e delude ampiamente le mie aspettative… soprattutto perché non ho ritrovato quel Benni frizzante, coinvolgente ed emozionante che mi aveva stupita ne “La compagnia dei Celestini”.
Come al solito sono stata lunghissima.... sorry... bravo chi arriva alla fine!!!
Un confine è sempre una tentazione ( J. Cook )