Lo so che sto in ritardo...ma cosa ti avevo detto Guido che appena potevo avrei letto i libri che avevo perso quando non ero iscritta al forum....beh ho iniziato da questo...
Non ho parole. Ho iniziato stamattina e ho finito di leggerlo proprio adesso. Una storia forte, drammatica, che ti fa capire quanta fortuna abbiamo sotto il naso senza rendercene conto e apprezzarla. Le pene sofferte dal ragazzo le ho sentite su di me per tutta la lettura del lbiro. Vi giuro più leggevo più mi ingobbiva la schiena. Poi leggerlo tutto in un fiato ti aiuta a non perdere il filo, a sentire ancora addoso il suo dolore, la sua sofferenza. Si legge di cattiveria gratuita tra popoli che non hanno cultura. L'ignoranza porta alla distruzione dell'uomo e infatti i luoghi narrati si stanno distruggendo senza essere avvolti veramente dal senso della vita. Pensavo a come è tremendo sapere che la tua terra d'origine non ti vuole, ti scaccia, devi scappare via per paura di morire. Leggi è innoridisci.
La tratta nel camion per tre giorni nascosti e rannicchiati, i 29 giorni di cammino sulle montagne, al freddo, senza cibo, cinque bambini su un gommone in mare...ma come si può.
E quando si emoziona per un orologio...per noi una cosa così banale, per noi che desideriamo cosa futili, stupide..com'è strana la vita.
Questo libro, come molti, dovrebbero servire come spunto a fare qualcosa nel mondo, ma realmente non faccimao nulla...restiamo li nel suo ricordo.
"avevo contato tremila e quattrocento stelle (un buon numero, direi) di cui almeno venti grosse come noccioli di pesca, ed ero molto stanco. Non solo. Avevo contato anche il numero di ponti fatti saltare dai talebani con la dinamite, e le macchine bruciate e i carri armati neri abbandonati dai militari"
Questa è stata una frase che mi ha tirata nell'abisso. Ho immaginato un mio figlio ipotetico che avrebbe dovuto vivere questo, passare dalla bellezze della natura alla distruzione causata dall'uomo.
Leggendo, mi chiedevo anch'io come l'autore, come riusciva dall'oggi al domani Enaiatollah, a scegliere di partire, quando noi non riusciamo molte volte a lasciare casa per andare a qualche km più lontano per lavoro senza avere il coraggio di farlo, mentre lui era capace di farlo sapendo tutto quello che sarebbe potuto succedere.
Un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.