Elle ha scritto:la chimica genitore/figlio dipende dalla persona in sè... anche tu avrai visto madri di merda, io ho visto madri che abbandonavano i figli al padre per seguire la carriera, figli che si pigliavano degli stupidi, cretini e idioti, figli che dovevano dare tutta la paga alla madre per rimanere in casa a vivere (perchè ci rimanessero non si sa!), madri che non si preoccupano se il piccolo ha mangiato, se ha bevuto o se sta bene perché dopo il lavoro hanno 341874613874 attività come palestra, shopping ecc...
In realtà Silvia è stata già abbastanza esauriente nello spiegare il mio pensiero, ma il discorso lo chiudo io visto che io lo avevo aperto!

Intendevo più che altro il rapporto neonato-mamma, dal punto di vista del bambino. Lì la chimica non dipende dal genitore in sé, e questo è universalmente riconosciuto (o, almeno, nel 99% dei casi credo): il bambino vuole proprio la mamma, e basta... è più che altro questione di odore e di pelle. Tanto che il neonato la vuole sempre e comunque, anche se è un genitore di merda! Anche io, come te, in questi casi piango solo a guardarli questi poveri cucciolotti abbandonati a se stessi, ma per il bambino la mamma è tutto il suo mondo ugualmente...

Giusto per concludere, faccio come le vecchiette... "quando diventerai mamma, capirai meglio cosa intendo"! (se ti conosco un pochino, ora t'arrabbi!

)
Ora, riprendendo la discussione sul libro, c'era qualcuno (forse Guido?) che diceva che sembrava che Gaarder, attraverso Floria, abbia voluto esprimere il suo dissenso nei confronti della chiesa. Anche a me in realtà era sembrato così!
Però il libro che sto leggendo ora, "Il viaggio di Elisabet" (è un libro per ragazzi tra l'altro, ma adattissimo anche agli adulti che adorano il Natale, come la sottoscritta! Leggetelo e/o regalatelo perché è meraviglioso!), lascia trasparire invece una grande fede, e tanta - oddio, non trovo un termine più adatto - ammirazione per la figura di Gesù e per i suoi messaggi. Penso quindi che, più che dissenso, ciò che ha scritto in Vita Brevis abbia voluto essere una riflessione critica...