Non intendevo dire che non mi piace la filosofia ma che studiarla non mi è servito a molto perchè certe testi di filosofia per me rimangono oscuri
Ah!
probabilmente se mi fossi ritrovata a fare studi scientifici avrei fatto lo stesso ragionamento
Non lo so... dipende molto da quello che ti piace fare... io ho intrapreso una strada di "compromessi" che non so quanto sia stata giusta ma senza dubbio è stata mirata e ben ponderata... diciamo un approccio ibrido... ti spiego: dopo l'ITI, che paradossalmente mi ha fatto scoprire anche un interesse che credevo impossibile per la letteratura, la storia, ecc (che però, in seguito, non ho mai avuto tempo di coltivare approfonditamente) potevo scegliere se cambiare del tutto strada (come hanno fatto alcuni miei compagni di classi) o rimanere sul tecnico. Nel primo caso avrei voluto fare lettere e poi archeologia. Nel secondo caso, senza dubbio, ingegneria delle telecomunicazioni. A 18 anni si fanno scelte senza dubbio più mature rispetto a quelle che uno può aver fatto 5 anni prima... e così ho deciso che per me sarebbe stato più semplice trovare un lavoro nel secondo caso. Il mondo della tecnologia mi ha sempre affascinato, sin da quando avevo 13 anni e passavo le giornate a studiare come funzionava il computer che mi avevano messo davanti i miei... e così ho scelto per l'ingegneria...
Ma mi rimarrà sempre quel piccolo dubbio... cosa sarebbe successo se al bivio avessi preso un'altra strada... mah... probabilmente oggi questo Club del Libro non sarebbe esistito... ma sarebbe esistito un sito tecnico, come quelli di cui è piena la rete... questo per dire che le mie due passioni per forza di cose non sono potute e non potranno andare di pari passo... ma è bello provare a coltivarle entrambe... anche se il tempo purtroppo scarseggia

Ovvio che se invece ad una persona piace al 100% quello che fa e non ha mai avuto un minimo dubbio sul farla o meno... allora magari il ragionamento che facevamo all'inizio per questa persona non vale... almeno, io la vedo così...
Tornando a Walden, ho finito ora di leggere la parte in cui parla dei vestiti... ora, tutto vero è... l'abito non fa il monaco e quello che siamo non dovrebbe essere definito da come ci vestiamo... tra l'altro personalmente approvo il concetto... sono uno che non sta per niente attento alla marca o alla moda ma preferisco la comodità delle cose.... certo è che bisogna anche non essere ipocriti e dire la verità... a nessuno piace andare a giro con i pantaloni bucati sul ginocchio o con le toppe sulla maglia... no? Ora... capisco che tutto questo è dovuto al fatto che ci facciamo influenzare dai giudizi di chi ci circonda... ma chi, quando va a fare un colloquio di lavoro non si veste un po' meglio del normale? Secondo me è una cosa ormai radicata dentro di noi... o almeno nella maggior parte di noi... quindi apprezzo il ragionamento dello scrittore ma in questo caso mi viene da dire che, se era difficile ai suoi tempi, oggi forse è addirittura impossibile... certo è che si potrebbero evitare alcune cose che prima andavano molto di moda... mi riferisco ad esempio alle pellicce.... e bastaaaaaaa!!!!