Federico ha scritto: E voi, in che librerie ci portate?
Ciao a tutti, io non voglio portarvi in una sola libreria, ma vorrei portarvi nella CITTA' DELLE LIBRERIE.
Rimaniamo oltremanica, ma ci spostiamo a Hay on Wye, una minuscola cittadina, più un villaggio direi, poco oltre il confine inglese, in Galles. Dico minuscola perchè ci sono stato e le strade saranno 10 in tutto. Dando un' occhiata su Wikipedia si vede che gli abitanti sono meno di 2000. E sapete quante librerie ci sono? Nel 2017 erano una trentina!
Come è possibile? Grazie ad un uomo di nome Richard Booth e alla sua follia!
Egli nacque il 12 settembre 1938 e studiò ad Oxford. Suo zio gli lasciò in eredità una agenzia immobiliare, nelle cui proprietà era compresa la ex caserma dei vigili del fuoco locali.
Preoccupato per lo spopolamento che inevitabilmente colpì il suo paese natale, nel 1961 Booth aprì, proprio nella caserma dei pompieri la sua prima libreria, nella quale raccolse numerosi 'reminders', cioè rimanenze librarie, arrivati appositamente dagli Stati Uniti. Il 1 aprile 1977 l'eccentrico commerciante ebbe una trovata geniale dal punto di vista pubblicitario: proclamò Hay-on-Wye stato indipendente e si auto-elesse re, con tanto di corona di cartone.
L'operazione fu un successo e in breve tempo il villaggio diventò una meta ambita per giovani apprendisti librai, che seguendo le orme di Booth, aprirono ad Hay spazi dove acquistare o prendere in prestito libri di ogni genere.
Ogni angolo del villaggio, che nel frattempo si è aggiudicato l'appellativo di «book town», è da oltre un quarantennio un piccolo angolo di paradiso per gli appassionati della lettura. Piccole librerie, scaffali e pile di libri agli angoli delle strade caratterizzano Hay, diventata la capofila di quello che, grazie a un'altra intuizione dello stesso Booth, ha preso il nome di International Organisation of Book Towns, un circuito di una quarantina di città di tutto il mondo la cui esistenza ruota in vario modo attorno ai libri.
Hay è diventata meta di bibliofili e turisti provenienti da tutto il mondo, incantati dalla magica atmosfera del villaggio che ha fatto suo il concetto di «honesty bookshops»: girando per le strade del borgo, non si trovano casse e cassieri, perché per l'acquisto dei libri usati ci si serve autonomamente e si paga lasciando i soldi in semplici cassette rosse.
Il paesino gallese è famoso anche perchè qui è nato il capostipite di tante manifestazioni e festival letterari diffusi in tutto il mondo. Nel 1988 ha avuto iniziò il Hay-on-Wye Festival, patrocinato dal quotidiano londinese The Guardian che si tiene ogni anno nel mese di giugno.
Nel 2002 la kermesse ha avuto tra i suoi ospiti Bill Clinton, che l'ha battezzata la «Woostock dei libri». Tutti i più grandi scrittori angloamericani sono stati ospiti del festival gallese.
Mi sono servito in gran parte di un articolo del Messaggero per descrivervelo. Purtroppo è quello che parlava della morte di Richard Booth avvenuta nel 2019.
Ve lo consiglio come meta per il prossimo viaggio quando ci libereranno, io ci tornerò di sicuro. Oltretutto adoro quei paesaggi fatti di dolci colline verdissime punteggiate dal bianco delle pecore e delle mucche.
Purtroppo non riesco a caricare foto, 0,1 MB è un limite ridicolo, ed il mio programma per la riduzione di foto non riesce a farle così leggere.