Dunque. Sulle catene di librerie hai ragione, ho scritto male.
La mia preferita a Genova era Assolibro in via San Luca, che non aveva minimamente un aspetto simile a City Lights o ai negozietti di Hay on Wye, ma aveva il suo punto di forza nella proposta di libri alternativi, accanto a quelli più conosciuti. Purtroppo è stata chiusa tanti anni fa, più o meno da quando Feltrinelli si è trasferita da via XX settembre e, da libreria ben fornita che frequentavo volentieri, è diventata il supermercato dei libri.
Ci sono stato la prima volta proprio in quell' occasione, e poi ancora un paio di volte e poi basta, non mi trovo a mio agio.
Preferisco le caratteristiche bancarelle di libri usati in piazza Colombo, o Il Libraccio di Piazza Rossetti alla Foce.
Solitamente non ne faccio una questione estetica, non per prima cosa.
Infatti avevo fatto un' eccezione a Londra quando ero andato da Foyles (che non annovero di sicuro tra le mie librerie preferite) vicino a Oxford Street, perchè in un paio di negozi piccoli non avevo trovato ciò che cercavo. Era una graphic novel un pò datata di Raymond Briggs inedita in italiano e intitolata When The Wind Blows.
Ma la mia scala di valori è questa, preferisco ordinare un libro in un negozio più piccolo dall' atmosfera accogliente e aspettarlo, piuttosto che frequentare dei posti impersonali ed avere subito ciò che desidero.
E nelle librerie poi amo passarci del tempo, come nei negozi di musica del resto. Non ci vado mai con lo spirito con cui vado a comprare vestiti o cibo. Resta il fatto che la mia è un' opinione personale, ed è meglio frequentare librerie "di catena" che non frequentarne affatto.