Ci è capitato già più volte di parlare del fatto che
in Italia si pubblichino molti più libri rispetto alle realistiche vendite e che ci siano paradossalmente più scrittori che lettori
. Ne abbiamo iniziato a parlare qualche anno fa e avevamo posizioni su alcuni aspetti discordi, ma il fenomeno sta occupando sempre più spazio nel dibattito nel mondo editoriale includendo anche altri aspetti che vorrei proporvi qui.
Se da una parte i social aiutano a diffondere la lettura (Booktube, Bookstangram, BookTok, ma questo stesso forum

) dall'altra stanno inevitabilmente portando a considerare la lettura un qualcosa che deve essere
semplice e
veloce, che si adatti al passo dei contenuti per l'appunto social, che hanno bisogno di
poca concentrazione. Bisogna parlare di un libro in un minuto e non vale la pena stare ore a leggersi un libro per doverne parlare solo un minuto, tanto vale farsi fare un riassunto e parlarne come se lo si avesse letto (per non parlare di alcune tecniche molto amate come ad esempio leggere solo i dialoghi...
); bisogna far entrare più libri possibili dentro casa per fare
book haul, libri che già si sa non si leggeranno ma che permettono di fare il contenuto. Bisogna parlare del libro in modo semplice e veloce e parlarne nella settimana in cui ne parlano tutti, visto che la settimana dopo arrivano le nuove novità e quel libro non interessa più a nessuno. Si dà sempre più risalto alla
lettura performativa
a discapito di un
effettivo arricchimento personale tramite la lettura o il dibattito intorno a un libro.
Questi fenomeni stanno portando a riflessioni sì agghiaccianti ma comunque interessanti ovvero della difficoltà che hanno molti adolescenti (così come tanti adulti ma diciamo che finora era sempre stato considerato normale dover leggere libri "classici" durante il periodo scolastico come parte dello studio) a leggere libri, non sono in grado di comprendere il testo rivelando un forte aumento dell'
analfabetismo funzionale (con ripercussioni che nel nostro momento storico son fin troppo chiare sul piano socio-politico..) e sentendosi anche nel giusto nel criticare la pesantezza delle descrizioni e di un certo tipo di scrittura (
ma quando arrivano le scene spicy in Cime tempestose? È tutto così noioso?
). Si comincia a parlare del fatto che i classici, che son tali proprio perchè sono riusciti a resistere al tempo, potrebbero non resistere a questa epoca
Alcuni dati interessanti:
- son tante le polemiche dei giovani sui social quando un libro è stampato in modo fitto, con
pagine piene di parole e pochi spazi e indovinate un po'? La media di parole per pagina/frase è effettivamente radicalmente diminuita proprio per rendere i libri più semplici:
- studenti universitari non sono in grado di comprendere testi semplici:
fortune.com/2026/01/09/gen-z-college-stu...rkplace-prepardness/
- studenti universitari di letteratura inglese non sono in grado di analizzare classici come Dickens:
www.economist.com/culture/2025/09/04/is-...king-politics-dumber
Questo si unisce anche ad altri fenomeni: il genere più venduto, anche in Italia, sono
romance,
romantasy e simili, spesso derivati da
fanfiction, quindi senza una storia originale alla base, ma le case editrici hanno deciso comunque di investire in queste storie perchè è più semplice venderle, impoverando la
bibliodiversità. Io stessa nei
propositi letterari per quest'anno
avevo fatto riferimento al fatto che vorrei leggere libri più lunghi che mi coinvolgano di più, che siano più complessi, e trovare qualche lettura cozy di qualità, visto che negli ultimi anni è sempre più frequente che mi annoio leggendo libri tanto acclamati e che stilisticamente poi dimostrano il livello di un tema di terza elementare.
Un fenomeno correlato è anche la
polemica nata da Matt Demon
, il quale in un podcast ha criticato Netflix rivelando che Netflix spinge gli attori dei suoi prodotti a spiegare più volte a parole quello che stanno facendo e quello che sta succedendo visto che la maggior parte del pubblico mediamente sta al cellulare quando guarda film/serie tv e bisogna trovare un modo per mantenere la concentrazione, ovvero
rendendo il prodotto il più semplice possibile da seguire.
Se siete arrivati a leggere fin qua quello che ho scritto, complimenti, appartenete alla minoranza della popolazione alfabetizzata
Ora son curiosa di vedere quali sono le vostre opinioni, se son capitati anche a voi fenomeni un po'inquietanti di
semplificazione/appiattimento culturale o se voi non ci vedete un gran problema
Vi lascio un video di SOLI 14 minuti che dà un'ottima panoramica con ancora più esempi inquientanti su questa questione: