Resoconto dell’incontro del 27 settembre 2025 presso la Biblioteca del Comune di Bosnasco.L’incontro ha avuto inizio alle ore 17.30 e si è concluso alle 19.00 Il libro scelto per essere discusso insieme è stato “L’Antico Amore” di Maurizio de Giovanni”Maurizio de Giovanni. autore della serie del “Commissario Ricciardi”, dei “Bastardi di Pizzofalcone” e di “Mina Settembre”, dimentica il giallo per percorrere il cammino dell’intreccio dei sentimenti, in tre storie diverse eppure parallele, dove i personaggi appaiono simili e contemporaneamente lontanissimi, benché frutto di uno stesso destinoIl romanzo si muove con salti temporali in cui il passato e il presente si richiamano continuamente, come un’eco che non si estingue. La trama, dunque, si snoda in un tempo che non segue il battito ordinato della vita, ma quello irregolare della memoria e della nostalgia, mantenendo una tensione costante, creando un senso di attesa che cresce fino a un finale che lascia senza respiro. Al centro della storia un uomo anziano, chiuso nella sua casa come dentro il guscio di una vita che si è ritratta su se stessa..
I figli maschi, lontani più nel sentire che nella distanza fisica, la figlia che invece, ricorda solo dolcezza, ma non tutti sono il prodotto di un amore che è esistito, che ha avuto una sua forma e una sua intensità. I nipoti, simili o dissimili, che comunque rappresentano la continuità, ma che al tempo stesso rimandano lo smarrimento di fronte a un uomo che appartiene a un altro tempo, a un’altra dimensione del sentire. E, infine, Oxana, la badante che si prende cura del “vecchio” con la pazienza e la dedizione di chi ha imparato a dare con senso del dovere, senza parole inutili. Anche il suo è amore, ma fatto di gesti, di attenzioni minime, di una presenza che non chiede spazio ma che riempie i vuoti lasciati dagli altri.. Le parole sono il cuore di questo romanzo, perché è con le parole che si cerca di colmare le assenze, di dare un senso a ciò che è stato. Sono le parole di un antico poeta, che attraversano i secoli per ricordarci che l’amore non è mai quieto, mai pacificato, mai risolto.. Un amore che non conosce il tempo, perché chi ha amato lo sa, l’amore, quello vero, non si dissolve, non si spegne, non finisce..In ognuna delle tre vicende, l'amore è declinato diversamente, ma c'è, c'è stato o ci sarà, a seconda dei casi. Amore come passione devastante, ma che il tempo non può erodere; amore per un padre, per i figli; amore per uno sconosciuto che si accudisce e che si impara ad ammirare, sempre con sempre con rispetto. Ma anche amore per la scrittura, per l'insegnamento e per la letteratura, come leggiamo in queste pagine dove a parlare è Catullo Non sono qui per tornare a contemplare il mondo che è stato anche il mio. Sono qui e basta. In attesa. Il motivo è comprendere, prima che la vita si estingua, la ragione per cui l'ho vissuta.Io lo so che il mio tempo è finito, sai.Non lo so da ora. Lo so da quando sono partito, ormai oltre un anno fa.Lo so per una ragione che non potrebbe essere più evidente, dato che per me è fondamentale: non ho più scritto. Sono sempre stati i miei versi il respiro dell'anima. Da sempre, da ben prima di te». (p. 157)