SINOSSI

Marcos lavora nel mercato della carne da sempre, è un’attività di famiglia. Ma ora le cose sono cambiate, in modo radicale e irreversibile. Un virus ha attaccato gli animali, sia domestici che selvatici, per cui sono stati tutti sistematicamente abbattuti e la loro carne non può assolutamente essere consumata. Ora la carne che tratta è diversa, speciale, perché i governi di tutto il mondo hanno dovuto affrontare la situazione e hanno deciso di rendere legale l’allevamento, la produzione, la macellazione e la lavorazione della carne umana. Marcos si è dovuto adattare, cerca di non pensare a cosa fa per vivere, e fa del suo meglio per stare dietro a fornitori, clienti, ordini e consegne, perché deve pagare la casa di riposo in cui vive suo padre. E ora che sua moglie lo ha lasciato deve pensare a tutto da solo.

RECENSIONE

Romanzo terrificante quanto audace, presenta un mondo distopico nel quale, in seguito alla diffusione di un virus letale tra gli animali, si decide di sterminarli tutti per prevenire il contagio tra gli umani. Per sopperire all'ammanco di carne, i poteri "forti" coadiuvati dai singoli governi decidono di approvare la cosiddetta "Transizione", ossia la legalizzazione dell'allevamento, produzione e macellazione degli esseri umani. Ma chi stabilisce chi debba essere macellato e in base a quali criteri? Il mondo piomba così nel caos e si scinde dicotomicamente in predatori e prede.
Il romanzo segue le vicende di Marcos, impiegato presso uno stabilimento in cui si allevano e macellano i "capi" destinati al consumo, che sembra essere l'unico a comprendere la scelleratezza di ciò che la società ha deciso di normalizzare. Lungo tutto l'arco narrativo viene messo in evidenza proprio il dissidio interiore (tra il disgusto verso le norme sociali e la necessità di osservarle per sopravvivere) che il protagonista cerca vanamente di ricomporre, che si specchia ineluttabilmente anche negli altri personaggi: suo padre si trova in una casa di riposo dopo essere impazzito perché incapace di accettare il nuovo "ordine" mondiale; la moglie Cecilia l'ha abbandonato dopo la morte, velata di mistero, del loro primogenito Leo; la sorella è anaffettiva e ipocrita e sembra accettare acriticamente tutte le nuove regole imposte dalla Transizione; il boss dello stabilimento presso cui lavora, il cinico Krieg, sembra avere come unico interesse quello di guadagnare dal commercio dei "capi" e dalla vendita delle loro pelli. Tutti, insomma, si ritrovano a fare delle scelte rivelatrici del loro personale codice etico. Attraverso il punto di vista di Marcos, veniamo così a conoscenza di una realtà in cui gli uomini hanno dimenticato la loro umanità e in cui alcuni esseri vengono disumanizzati mediante l'arma più potente di tutte: il linguaggio.
Proprio questo offre un interrogativo interessantissimo sulla sua natura subdola, ma letale: è sufficiente utilizzare etichette come "capi", "prodotti", "PGP" (Prima Generazione Pura, sigla che identifica la prima generazione di esseri "creati" in laboratorio con l'inseminazione artificiale proprio col fine di essere consumati) per lavare via la consapevolezza degli orrori che si stanno compiendo e, anzi, offrire una parvenza di normalità anche alle gesta più abiette? Un ulteriore elemento che ho particolarmente apprezzato e che contribuisce ad acuire il senso di turbamento e angoscia che opprime inevitabilmente tutti gli intrepidi lettori di questo romanzo è la concreta possibilità, più suggerita e insinuata che esplicitamente affermata, che il virus letale sia solo un'invenzione dei governi per ovviare al problema del sovrappopolamento mondiale, il che conferisce all'intera opera una patina di horror grottesco in pieno stile "Purge". Lo stile risulta scorrevole ed esageratamente efficace nel rendere le descrizioni "vivide". Grazie anche ad un sapiente uso del lessico specifico, l'autrice riesce a immergere il lettore nell'orrore del mondo rappresentato con crudo realismo, mantenendo una solidissima tensione per tutta la durata degli eventi narrati.
In conclusione, mi sento di consigliare questo romanzo solo agli stomaci più forti, che abbiano la giusta dose di consapevolezza del messaggio che intende trasmettere l'autrice: portando alle estreme conseguenze la logica del capitalismo contemporaneo, sottolineare come ciò che può essere trasformato in merce viene trasformato in merce, ciò che può essere consumato viene consumato, e persino il corpo umano finisce per perdere il proprio valore intrinseco e diventare una mera risorsa economica.

[RECENSIONE A CURA DI DOCALA07]

Autore Agustina Bazterrica
Editore Eris
Pagine 250
Anno edizione 2024
Collana Atropo narrativa
ISBN-10(13) 9791280495600
Prezzo di copertina 16,00 €
Categoria Fantascienza - Fantastico - Fantasy