Riporto il resoconto scritto da Angela:
Il 23 giugno, alle ore 19.00, presso il bar Feola, si è tenuto l’incontro dedicato al libro Lacci di Domenico Starnone.
La maggior parte dei presenti aveva letto il romanzo e, nel complesso, ha espresso un giudizio positivo, apprezzando in particolare lo stile dell’autore, definito scorrevole, coinvolgente e capace di mantenere viva l’attenzione del lettore. La scrittura di Starnone è stata considerata efficace nel restituire la complessità dei rapporti familiari e nel far emergere, con sobrietà ma anche con intensità, le tensioni che attraversano i personaggi.
Durante la discussione alcuni partecipanti hanno sottolineato come uno degli aspetti più interessanti del libro sia la presenza di più punti di vista narrativi. Il racconto, infatti, non è affidato a un unico io narrante, ma lascia spazio alle voci di Aldo, di Wanda e dei figli. Questa pluralità di prospettive è stata letta in modi diversi: secondo un componente del gruppo, essa impedisce al lettore di schierarsi nettamente con uno dei personaggi, poiché ciascuno porta con sé ragioni, ferite e contraddizioni; secondo un altro partecipante, invece, è quasi inevitabile prendere posizione, soprattutto di fronte ad alcune scelte e responsabilità.
Nel corso dell’incontro sono emersi anche alcuni confronti con altre opere. In particolare, è stato individuato un possibile punto di contatto con I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante, romanzo che affronta una tematica in parte simile, legata alla crisi di coppia, all’abbandono e alle conseguenze emotive della separazione. Si è fatto inoltre cenno al film tratto da Lacci, che alcuni partecipanti avevano visto, confrontando brevemente le impressioni suscitate dalla versione cinematografica con quelle nate dalla lettura del libro.
Uno degli aspetti che ha maggiormente incuriosito il gruppo è stato quello psicologico. Molti partecipanti si sono soffermati sulle dinamiche interne a una famiglia disfunzionale, segnata da rancori, silenzi e ferite mai del tutto rimarginate. La relazione tra i personaggi è apparsa complessa e, per certi versi, tossica: il romanzo mostra infatti come le scelte degli adulti ricadano inevitabilmente anche sui figli, lasciando tracce profonde nel loro modo di vivere i legami.
Non tutti i presenti sono stati pienamente convinti dal libro: alcuni hanno espresso qualche perplessità soprattutto rispetto ad alcuni comportamenti dei protagonisti, che sono sembrati talvolta forzati o poco credibili. Anche alla luce di esperienze personali, qualcuno ha infatti osservato di non essere del tutto convinto che, in situazioni simili, le persone si comporterebbero davvero nel modo descritto nel romanzo. Altri, invece, hanno apprezzato proprio il modo in cui Starnone affronta il tema della separazione, mostrando quanto possa essere difficile sciogliere davvero i “lacci” che tengono unite le persone, anche quando i rapporti sembrano ormai compromessi.
Al termine dell’incontro, nel momento dei saluti, è stata avanzata una proposta per i prossimi mesi: continuare la lettura del libro mensile, affiancandola però a un secondo testo più corposo e impegnativo, da leggere con tempi più distesi e da completare nell’arco di tre o quattro mesi.