Lunedì si è tenuto l'incontro del nostro gruppo di Firenze, che aveva come oggetto di discussione "Le vite nascoste dei colori" di Laura Imai Messina, che tra le presenti all'incontro è stato un successo
! Dopo un inizio un po' impegnativo, il libro si è rivelato una bella scoperta sia per chi aveva già esperienza di letteratura giapponese sia per chi era la prima volta (ma per queste ultime non è stata una folgorazione tale da voler ripetere l'esperienza
). La narrazione è sicuramente lenta, ma dolce, ricca di immagini, immerge completamente nell'atmosfera ricca di tradizioni e riti del Giappone. Personalmente facevo spesso fatica anche a inquadrare il periodo storico, tanto l'ambientazione riesce a rendere un mondo a parte.
Ci siamo soffermate anche molto sui due protagonisti, opposti o forse più che altro complementari. Lei ha una percezione potenziata dei colori, che sono la chiave con cui legge il mondo, lui è daltonico; nonostante ciò dalla loro unione riescono a creare un colore, il loro colore. Entrambi son cresciuti in un ambiente in cui il rito è fondamentale: lei in un atelier per kimoni nuziali, un'arte descritta in modo molto affascinante e che dovrebbe rappresentare la vita, lui in un'agenzia di pompe funebri, in cui l'attenzione a ogni dettaglio assume un ruolo quasi mistico e che esprimere però la morte. La narrazione si snoda tra questi due mondi, oltre che presentare al lettore il negozio Pigment, dove lavora la protagonista e che Paola ci ha illuminato dicendoci che esiste veramente:
pigment.tokyo/
sarebbe bellissimo visitarlo
Abbiamo parlato anche molto del rapporto con i genitori, con i padri, con la madre, e di quanto come se tutti questi temi non bastassero la storia può esser vista anche come un romanzo di formazione, tanto i due protagonisti cambiano grazie al rapporto con l'altro/a, soprattutto Mio, sempre molto attenta a come gestire le proprie emozioni,ma pronta, con il suo ritmo, ad andare avanti e cambiare.
Data la recente lettura di Paola di "Stupori e tremori" di
Amelie Nothomb
, ci siamo interrogate anche su come Laura Imai Messina riproduca una storia dove le donne sono i personaggi forti, al contrario invece da quel che emerge di solito della società giapponese, fortemente maschilista (e che Nothomb descrive magistralmente e agghiacciantemente nel suo libro). Ci siamo chieste quindi se il fatto che entrambe le autrici abbiano saputo offrirci storie in cui, anche se in modo diverso, l'atmosfera esca con prepotenza facendoci apparire il Giappone un mondo a sè sia dovuto al fatto che siano entrambe straniere e notano quindi tanti dettagli che per uno scrittore giapponese non sarebbe quindi importanti.
Insomma, una bellissima discussione per un gran bel libro
Ci eravamo promesse di discutere anche di
"Una giuria di sole donne
" di Susan Glaspel, ma essendo solo in due tra le presenti ad averlo letto abbiamo deciso di rimandarne la discussione al prossimo mese.