SINOSSI

Ci sono storie che una civiltà non smette mai di raccontarsi. Saghe e miti che paiono nati assieme al desiderio stesso di narrare. A questo serbatoio dell'umana fantasia appartiene di certo la «materia di Bretagna», il ciclo di avventure che racchiude le imprese di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Prendendo avvio dalla figura del grande mago Merlino, René Barjavel raccoglie il testimone di questa tradizione secolare per trasportarci in un mondo di strabiliante inventiva. L'ingenuo Parsifal, il bel Lancillotto, il portentoso Galvano, il gigantesco Galeotto e altri prodi eroi errano alla ricerca del sacro Graal, mentre tra paesaggi incantati e castelli misteriosi si compie l'eterno sortilegio dell'amore, e ardono irresistibili le passioni della regina Ginevra, della magnifica Viviana, della potente Morgana e delle altre affascinanti dame di Camelot. Il piacere puro della lettura pervade le pagine di questo romanzo dove trame meravigliose si intrecciano con la grazia di un merletto per creare un universo immaginifico sospeso tra sogno e realtà.

RECENSIONE

Si tratta di un romanzo molto gradevole, in cui l'autore rimaneggia in chiave contemporanea il ciclo arturiano. Non sappiamo quale sia la fonte principale a cui Barjavel fa riferimento, ma grosso modo le vicende corrispondono al mito, anche se alcune sono abbastanza modificate. Il romanzo si focalizza molto sul rapporto tra Viviana, la Dama del Lago, e Merlino, il Mago. Vengono, quindi, esplorate le due personalità degli amanti e si capisce bene l'intensità di questo amore. Una delle cose che mi è piaciuta di questo romanzo è che lo stesso Merlino, tanto abile e perspicace, capace di vedere il futuro, nulla può contro i sentimenti.
Il romanzo inizia con un Artù ormai diciassettenne, non leggiamo la storia della sua nascita e della sua infanzia come in altri libri sul mito. Compaiono tutti i personaggi principali del ciclo arturiano, anche se ad alcuni viene dato meno spazio, come ad esempio Mordred, che è praticamente solo nominato. Ampia, invece, è la parte riservata al Graal e a tutti i personaggi che gravitano intorno alla sua ricerca. La storia tra Lancillotto e Ginevra è raccontata con molta delicatezza, ma nel romanzo non mancano storie più ironiche o le frecciatine fatte al Diavolo, né storie poco conosciute come il cerchio di Stonehenge e la spada Marmiadoise.
Barjavel ha un stile che stimola il lettore a continuare a leggere, fa delle belle descrizioni e talvolta le ho trovate anche poetiche. Inoltre, tutti i personaggi sono narrati in chiave umana, con i loro pregi e i loro difetti, ma anche le loro tante debolezze. Non mancano, infine, le riflessioni sulla moralità e sulla sessualità, purezza contro lussuria, per quanto riguarda il sacro calice: il Graal, infatti, potrà essere visto solo da colui che né sarà degno, cioè puro. Il lettore è indotto a fare le proprie considerazioni del caso, ma si interrogheranno anche i vari personaggi.
La parte finale del romanzo, forse, stona un po' di più perché ho notato che la mano dell'autore si fa più pesante nel rimaneggiare il mito, anche a livello di reazioni dei personaggi. Certamente Barjavel strizza l'occhio al lettore moderno e riesce a trascinarlo in un mondo fatto di miti. I puristi del ciclo bretone potrebbero storcere il naso di fronte a questa lettura dato che sono presenti anche elementi della nostra contemporaneità, ma io ritengo che l'opera di Barjavel possa essere apprezzata se la si contestualizza per quello che è, cioé una rivisitazione in chiave moderna del mito arturiano.

[RECENSIONE A CURA DI MULAKY]

Autore René Barjavel
Editore L'orma
Pagine 405
Anno edizione 2019
Collana Kreuzville Aleph
ISBN-10(13) 9788899793784
Prezzo di copertina 20,00 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Fantascienza - Fantastico - Fantasy