olocausto Forma di sacrificio praticata nell’antichità, specialmente nella religione greca e in quella ebraica, in cui la vittima veniva interamente bruciata. Presso gli Ebrei l’ōlāh, istituito, secondo la tradizione, da Mosé, rappresentava la più completa espressione del culto offerto a Dio e consisteva nel bruciare interamente la vittima sull’altare dopo l’immolazione. La vittima poteva essere il toro o il vitello, l’agnello o il montone, il capretto o il capro, sempre di sesso maschile, e tra gli uccelli, la tortora e il colombo, e doveva restare sull’altare tutta la notte, fino alla mattina.
shoah Termine ebraico («tempesta devastante», dalla Bibbia, per es. Isaia 47, 11) col quale si suole indicare lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale; è vocabolo preferito a olocausto in quanto non richiama, come quest’ultimo, l’idea di un sacrificio inevitabile.
Come puoi ben leggere, nessun ebreo ha desiderato sacrificarsi a Dio, una pratica comunque arcaica, quella del sacrificio di animali , non certo più in uso da almeno 2000 anni. Interessante è la richiesta di Dio ad Abramo, di sacrificargli il figlio Isacco, ma come ben saprai, il braccio di Abramo fu fermato da Dio che non voleva certo il sacrificio di Isacco, ma voleva solo vedere se Abramo gli era veramente devoto.
Ogni lettera scritta in ebraico della parola SHOAH ha un significato esoterico preciso.
Dopo aver letto "Se questo è un uomo" ti consiglio anche il seguito, molto bello, "La Tregua" è il racconto della liberazione del campo da parte dell'armata rossa che prenderà in carico tutti i prigionieri sopravissuti, fino al loro ritorno a casa.
Per Levi, sarà a Torino, dove abitavano i suoi genitori e il resto della sua famiglia. La morte di Levi fu avvolta dal mistero, egli cadde dalle scale di casa sua all'età mi pare di settanta anni circa, non ricordo con esattezza.
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)